Il Napoli deve difendere la qualificazione in Champions. E per difendere deve proprio…difendere. Cioè, deve alzare un muro. Ha subito 25 gol fino ad ora, la media di un gol a partita. Quella azzurra è la peggior difesa delle prime 7 squadre in classifica, quelle che aspirano all’Europa dei grandi. Occorre invertire il trend. Cosa che non è proprio semplicissima, vista anche l’assenza di Rrahmani. Scrive il Cds: “L’assenza di Rrahmani non è un alibi, bensì il simbolo di un trend che ha inevitabilmente condizionato il rendimento e rallentato i meccanismi difensivi: in questo periodo manca anche Di Lorenzo, e mancherà per un bel po’ ancora, mentre uomini come Anguissa e De Bruyne sono fuori rispettivamente dal 9 novembre e dal 25 ottobre, e Gilmour è rientrato domenica scorsa dopo tre mesi e mezzo. Insomma: parliamo di basi, colonne e cardini della fase di non possesso. In Champions è andata peggio: 15 gol subiti in otto partite, di cui 6 in un colpo solo a Eindhoven con il Psv, e rigore fatale fischiato contro a Copenaghen. In undici contro dieci. Il problema, ora, non è la coppa del passato ma quella del futuro: la qualificazione alla prossima edizione. Senza Rrahmani e Di Lorenzo, sin da domenica, toccherà a tre uomini scelti tra Beukema, Buongiorno, Juan Jesus e Olivera comporre il tris di marcatori centrali del 3-4-2-1. Poi, una volta recuperati un paio di centrocampisti, magari Conte potrà anche pensare di cambiare modulo e di tornare a quattro. Si vedrà. Con l’Atalanta, dicevamo, linea a tre/cinque: Beukema, Buongiorno, Jesus gli indiziati. Con Politano e Spinazzola a tutta fascia”
