ESCLUSIVA – HOJLUND a “Il Mattino”: “L’Atalanta mi è rimasta nel cuore, ma ora è Napoli che amo”
Il talento di Rasmus Hojlund non è più un’intrigante scommessa. Anzi. È un bell’atleta di 1,91 cm, muscoli giocondi e la velocità spensierata dei 23 anni. Otto gol in campionato, solo Lautaro meglio di lui. Più altri tre in Champions. E quello in Supercoppa. «Quella notte a Riad ho capito che Napoli è stata la scelta giusta». I trionfi, il futuro, le passioni, i social, il Napoli e Napoli: la stella danese si confessa al Mattino con leggerezza e piacere, con l’entusiasmo della gioventù al potere.

Domenica torna a Bergamo, in casa del suo primo amore italiano. Che partita sarà?«L’Atalanta mi è rimasta nel cuore, ho vissuto una stagione indimenticabile. Ma ora è Napoli che amo. Mi sto godendo quest’anno e sappiamo che ci aspetta una partita importante, sia per noi che per loro. E che noi proveremo a vincere, come ogni partita che giochiamo».
È contento di quello che fino ad adesso ha fatto vedere nel Napoli?«Credo che stia andando tutto come era nelle previsioni, che la mia sia una buona stagione. Ho giocato parecchie partite, sono stato coinvolto in molti gol e aiutato la squadra in ogni aspetto possibile. Mancano due mesi e mezzo e tredici partite al termine del campionato e continuerò a dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere il traguardo più alto possibile».
Quanto è migliorato con Conte? Ora si sente un attaccante più completo?«Ho ancora tante cose da imparare e sono certo che Conte è l’allenatore giusto per farmi crescere in tanti aspetti. Come è già successo. È vero, rispetto al Rasmus di agosto sono un calciatore diverso, sto ancora migliorando e anche se non sono giovanissimo, sono sicuro di avere ancora molti margini. Io ascolto Conte, lavoro tanto con lui in allenamento».
Come è cambiato il Rasmus di Napoli da quello di Bergamo?«Ho imparato molto e sono più maturo. Sono più forte fisicamente e il modo in cui gioco è migliorato tanto. Quando ero a Bergamo, ero impaziente, volevo ottenere tutto velocemente. Pressavo tutto il tempo, come se non avessi una seconda possibilità. Ora gestisco meglio le mie energie, Conte mi guida con costanza. Presso sempre forte perché è quello che mi chiede il mister, ma cerco di conservare energie per usarle al momento opportuno».
Fonte: Il Mattino
