Caira: “Pareggio giusto tra Napoli e Roma. Alisson Santos ci sta alla grande in Serie A”

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Caira, ex direttore sportivo della Roma. Di seguito, un estratto dell’intervista.

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Il pareggio è giusto o qualcuna delle due ha da recriminare?
“Credo che, alla fine, sia un pareggio giusto per quello che si è visto in campo. Non penso ci sia da recriminare, se non per il proprio cammino.”
Il proprio cammino per entrambe?
“Forse un po’ di più per il Napoli e un po’ meno per la Roma. Però sono due squadre che in questo momento sono aggrappate al vetro, come si dice, per non scivolare. La partita di ieri è stata la dimostrazione di una gara tra due squadre che, per i valori che hanno, probabilmente potevano ambire a qualcosa di più.”
Il Napoli, in particolare, non riesce a trovare continuità, nonostante le assenze. Non trova?
“Assolutamente sì. Il Napoli, anche considerando le assenze, ha una rosa più profonda rispetto alla Roma in questa stagione. Il problema è che nessuna delle due riesce a essere continua, e questo non aiuta il cammino. Il Napoli aveva aspettative maggiori. La Roma si sta ricostruendo, ma a questo punto della stagione devi cambiare passo se vuoi fare qualcosa di importante.”
La Roma, attraverso il mercato di gennaio, ha svoltato acquistando Malen. Se fosse arrivato la scorsa estate, a cosa avrebbe potuto puntare la Roma?
“Sicuramente avrebbe qualche punto in più e vista la classifica, magari potrebbe parlare di una Champions meno sofferta, ammesso che ci arrivi anche quest’anno. Con il solo Malen non cambi completamente il destino di una stagione, ma qualcosa in più lo avrebbe fatto.”
Il Napoli, invece, pur con i paletti del saldo zero, a gennaio ha preso due giocatori di prospettiva, tra cui Alisson Santos, che ieri è andato in gol. Secondo lei ha le caratteristiche per giocare in Serie A e con una maglia pesante come quella del Napoli?
“Assolutamente sì. Alisson ci sta alla grande in serie A, l’impatto che ha avuto ieri ne è la dimostrazione. Ha spaccato la partita, ha dato fiducia alla squadra e ha riacceso anche l’entusiasmo dei tifosi. Secondo me bisogna avere il coraggio di far giocare questi ragazzi, non tenerli sempre in attesa solo perché sono giovani.”
Si sta ripetendo la storia di Antonio Vergara di un mese fa? Forse poteva essere lanciato prima nella mischia?
“Assolutamente sì. È vero che Alisson Santos è arrivato da poco e ci sono tempi naturali di ambientamento, ma come dicevamo per Vergara, se non ci fossero stati gli infortuni, probabilmente sarebbe rimasto ancora in attesa. A volte serve più coraggio.”
Nella sfida tra Inter e Juventus abbiamo visto episodi arbitrali molto discussi. Quando l’errore è così evidente, il retropensiero diventa difficile da eliminare dalla mente del tifoso. Come dobbiamo porci?
“Io mi meraviglio che ancora oggi si dicano certe cose. Ogni volta che succede un episodio del genere si grida allo scandalo. L’altra sera ho sentito Giorgio Chiellini lamentarsi in modo acceso, ma fino a qualche anno fa era in campo e ne ha viste e fatte di tutti i colori. Bisogna gestire meglio queste situazioni.”
Per lei c’è anche un problema di protocollo?
“Assolutamente sì, è un problema di protocollo e di regolamento. Se il regolamento non permette all’arbitro di correggere una svista evidente, siamo ancora fermi a vent’anni fa. In certi contesti il VAR non può intervenire ed è quasi come non averlo.”
Il rischio è che così si alimentino sospetti?
“Esatto. Un rigore dato o non dato fa discutere per una settimana e poi finisce lì. Ma errori così evidenti innescano l’idea che ci sia malafede, che qualcuno sia stato favorito. Sono episodi che restano nella storia, come il famoso Inter-Juventus con Ronaldo ed è questo il problema più grande.”
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