Dai riti pagani a Pulcinella: il Carnevale è radici ed ironia

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Il Carnevale a Napoli è una festa che unisce storia, folklore e creatività popolare. Le sue radici affondano nei riti pagani dell’antica Roma, quando si celebravano i Saturnali, giorni di eccessi e inversione dei ruoli sociali. Il termine “Carnevale” deriva dal latino carnem levare, cioè “togliere la carne”, in riferimento al digiuno quaresimale che seguirà subito dopo. A Napoli, questa ricorrenza ha sempre avuto un carattere gioioso e irriverente. Già in epoca medievale, le strade si riempivano di cortei mascherati, giocolieri e musicisti. Durante il periodo aragonese e vicereale, il Carnevale divenne un evento spettacolare: carri allegorici sfarzosi, tornei cavallereschi e rappresentazioni teatrali coinvolgevano tutta la popolazione, dai nobili ai popolani. Con il tempo, queste usanze si sono fuse con la tradizione cristiana, diventando il periodo di festa che precede la Quaresima. Tra le figure più amate c’è Pulcinella, simbolo di Napoli, con la sua maschera nera, il cappello bianco a punta e la voce stridula. Pulcinella incarna lo spirito ironico e scanzonato del popolo napoletano, capace di ridere e far ridere anche nelle difficoltà. Accanto a lui, nelle sfilate, si possono incontrare altre maschere della commedia e  dell’arte e costumi fantasiosi creati artigianalmente. Le strade si riempiono di tammurriate, tarantelle e cori popolari. Non mancano i dolci tipici come le chiacchiere e il sanguinaccio, un tempo preparato con sangue di maiale e oggi rivisitato con cioccolato. Attualmente il Carnevale napoletano mantiene il suo spirito originario, pur adattandosi ai tempi moderni. Non è solo divertimento: è un momento di libertà, di espressione creativa e di condivisione, in cui la città intera si trasforma in un mosaico vivente di colori e suoni, cercando di adattarsi  attualità che la pervade e la circonda. Il Carnevale di Napoli continua così a essere un momento di unione, creatività e orgoglio identitario, capace di raccontare l’anima autentica della città: ironica, resiliente e profondamente legata alle proprie radici. Tra tamburi, maschere e vicoli che sembrano palcoscenici, Napoli vive un Carnevale che non somiglia a nessun altro. Se vuoi sentirti parte della magia, puoi venire in città, ma…non vestirti troppo elegantemente. Gli scherzi sono dietro l’angolo, chissà…potresti sporcarti!

Factory della Comunicazione

Ludovica Raja

 

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