McTominay, la voglia matta di esserci domani

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È quando il gioco si fa duro che bisogna interrogare sé stessi e capire se è arrivato il momento di rischiare. In quest’alba d’un nuovo giorno, alla vigilia di una notte che sa molto di Champions League, le risposte galleggiano nell’aria e Scott McTominay le cerca da sé, andando incontro alla “sentenza”.

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Napoli-Roma, scrive la Gazzetta dello Sport, ha un magnetismo che stordisce. Ha il sapore di un mezzo spareggio e interrogandosi, dopo aver avvertito i segnali del corpo, lo scozzese sa che siamo all’ora del giudizio. Il fisico statuario è un elemento, e di spessore, e questo riposo insolito è stato sfruttato per fronteggiare il problema tendineo al gluteo. Ma la scienza che (cit. dottor Canonico) non “è democratica“. Potrà aiutare la voglia matta di McTominay o tacitarla, nelle previsioni non è possibile calarsi, non con certezze.

 

Non si sa mai cosa possa ancora inventarsi quel diavoletto che si aggira in Pineta a Castel Volturno ormai da un annetto e mezzo. Che troppe ne ha fatte, prendendo di mira il Napoli in questa stagione con una perfidia che ha prochi precedenti. Ma McTominay rientra tra i duri e puri. L’ha dimostrato persino a Genova segnando quando già era malconcio. E poi anche dopo, nonostante fosse visibilmente accidentato, quando avrebbe voluto restare in campo, a prescindere. Invece, giusto fermarlo, tenerlo anche lontano dalle fatiche settimanali, consentirgli di riprendersi a poi eventualmente di accelerare proprio in vista di questa Napoli-Roma che non rientra tra le gare eguali alle altre. I punti, domani, varranno il doppio, almeno quanto il Braveheart di questa squadra che è ferita per l’eliminazione dalla Coppa Italia e vuole il quarto posto, almeno quello.

 

Prima di calarsi in una normalità almeno apparente forse sarà necessario portar pazienza. Ma visti i precedenti va già benino così: se McTominay dovesse assecondare la propria natura, che sta dentro la tentazione indomabile di volersela giocare con la Roma, il centrocampo assumerà già fattezze rilevanti. E se poi anche Gilmour finisse per scoprire che varrà la pena anche starsene a respirare il clima “caldo” della partita, allora qualcosa significherà.

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