Bisogna procedere per gradi, tutto è appeso a un filo

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La settimana non è partita con il piede giusto, questo è chiaro, ma bisogna guardare avanti e raddrizzarla. A onor del vero, come scrive il CdS, Romelu Lukaku non fa altro dal 14 agosto, il giorno di una lesione che gli ha lacerato il retto femorale della gamba sinistra.

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Un presagio, un avviso ai naviganti che sarebbe stata dura. Sì. Ma chi pensava fino a questo punto? La sfortuna s’è accanita, gli ostacoli sono cresciuti e ora al Napoli non resta che il campionato dopo aver vinto la Supercoppa e salutato Champions e Coppa Italia.
Lo scudetto, come ha spiegato Conte martedì, è un miraggio con l’Inter a +9, e quindi è meglio procedere per gradi e concentrarsi proprio sulla Champions, cambiando prospettiva: il Napoli deve tornare subito a frequentare la grande Europa blindando la qualificazione nelle quattordici giornate che mancano alla fine del campionato. E domenica, dicevamo, la sfida con la Roma sarà più di un semplice scontro diretto: può garantire il +6 sui Gasp boys o decretare l’aggancio. Tutto è appeso a un filo: e Lukaku, in quest’ottica, può aiutare la squadra a rendere la posizione più solida.
Ecco: il ruolo di Romelu, fino al traguardo, dovrà essere quello dell’uomo in più. La condizione non è ancora accettabile, deve crescere e ritrovare ritmo, fiducia e minuti. E quando il percorso sarà completo, Conte potrà anche pensare a una coppia con Hojlund: stile Inter, con Rasmus alla Lautaro. Finora, da quando è tornato in panchina a Copenaghen dopo la parentesi in Arabia conclusa senza mai giocare, ha collezionato 4 presenze e 36 minuti in tutte le competizioni. E due gol all’Ischia: piccoli passi, Big Rom
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