Verso Napoli-Roma, le parole dell’ex Menichini

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Dopo la delusione Coppa Italia, il Napoli si prepara per la prossima sfida di campionato previsto domenica sera, al Maradona arriva la Roma di Gasperini.
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Leonardo Menichini, doppio ex Napoli-Roma.
Di seguito le sue parole:

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Napoli è stata un’esperienza breve. Incontrai Ferlaino a Roccaraso, trovammo l’accordo, ma restammo poco tempo. Era un altro Napoli, c’erano giocatori nettamente inferiori a quelli di oggi, gli obiettivi erano altri. Siamo stati a Napoli poco perchè Mazzone dette le dimissioni, la squadra doveva essere rinforzata, non fu rinforzata e Mazzone diede le dimissioni rimettendoci anche a livello economico. Da ciò che so, la società gli fece delle promesse che poi non ha rispettato. La maglia del Napoli pesa e per andare in campo oltre alle qualità tecniche ci vogliono quelle morali, di temperamento, ci vogliono spalle larghe e attributi.
Napoli-Roma? La Roma sta giocando un gran calcio, anche l’ultima è stata una grande prestazione, il Napoli ha 49 punti per cui si tratta di uno scontro importante, non banale, ma decisivo. La Roma sta bene, col Cagliari ha fatto una grande partita, ma il miglior Napoli può battere chiunque. Quest’anno ha pagato molto gli infortuni, qualche errore di troppo individuale, ma resta una grandissima squadra. Mancano giocatori pesanti al Napoli, la cosa positiva però è Vergara un giocatore veramente importante.
Sono proVar, anche se ha tolto alla gente una grande gioia: l’esultanza. Ora quando si segna devi attendere che venga convalidato, ma si va sempre più verso la tecnologia ed aiutare gli arbitri può essere importante. La perfezione però non c’è mai, è la disparità di trattamento la cosa che dà più fastidio. Guardando il bicchiere mezzo pieno, si prova ad andare verso il miglioramento con la tecnologia.
In Italia si tende sempre a preservare i giovani, ma se sono bravi vanno fatti giocare. Gattuso ha voglia e volontà di lanciare questi giovani e credo che siamo sulla strada giusta. Al prossimo Mondiale l’Italia deve andarci, ci sono tanti bambini che non l’hanno mai visto. Non sarà facile, ma sono fiducioso”.
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