Napoli punta sul nuovo stadio e sulla donazione di sangue: Bianchini lancia la sfida

Il direttore generale del club evidenzia le perdite legate al Maradona e l’urgenza di un impianto di proprietà. Intanto parte “Sanghe pe’ Napule”, progetto sociale con Avis e Sorgesana

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Tommaso Bianchini, direttore generale area business e marketing del Napoli, ha parlato, all’edizione odierna de “Il Mattino“, della situazione attuale del club e dei progetti futuri durante la presentazione di Sanghe pe’ Napule, iniziativa promossa da Sorgesana in collaborazione con Avis e la SSC Napoli per sensibilizzare la città alla donazione di sangue.

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Sul nuovo stadio, Bianchini è stato chiaro: «Il presidente De Laurentiis è molto attivo personalmente sulle infrastrutture. L’interesse del Napoli è quello di fare un nuovo stadio e di non mettere pezze su uno già esistente. Non avendo uno stadio di proprietà, perdiamo circa 70 milioni l’anno, non perché alzeremmo i prezzi, ma per una carenza nella parte corporate».

Secondo Bianchini, l’impianto di proprietà è fondamentale per sostenere la crescita sportiva del club: «Per fare il vero salto di qualità e competere, serve il nuovo stadio. Altrimenti la crescita si fermerà a un certo punto». L’assenza di uno stadio adeguato limita anche iniziative come conferenze stampa o visite turistiche, fenomeno che priva Napoli di opportunità di valorizzazione a livello internazionale.

Sulla donazione di sangue, il progetto Sanghe pe’ Napule punta a cambiare le abitudini della città: «Napoli è una città sanguigna, forte, che combatte, ma è il penultimo capoluogo in Italia per donazioni – ha spiegato Bianchini –. Serve sensibilizzare quotidianamente, non solo in emergenza».

Gabriella Cuzzone di Sorgesana ha aggiunto: «Questa è la fase più importante, quella di lancio. Il Calcio Napoli ci aiuta a raggiungere la massima risonanza mediatica, sostenendo Avis Campania nel nostro obiettivo».

Antonio Rusciano, responsabile comunicazione Avis Regione Campania, ha sottolineato l’importanza di informare i cittadini e fidelizzare i donatori: «L’obiettivo sarà monitorato in circa un mese e ci aspettiamo una risposta forte dal popolo napoletano, che deve sentirsi parte della famiglia Avis come della famiglia Napoli».

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