L’ex arbitro Graziano Cesari, si è concesso ai microfoni di Napolità. Ultimamente si è molto discusso e ci sono state polemiche in merito a decisioni arbitrali…Di seguito l’intervista:
Partiamo da Genoa-Napoli. Ad Open Var hanno definito il movimento di Cornet accidentale e pertanto non era calcio di rigore. Lei si trova d’accordo con questa valutazione?
“Assolutamente sì, perché lucidare le scarpe non è certamente punibile. Non affonda, è una strisciata, che è passare sopra qualche cosa che non è certamente lo step on foot, il pestone, quello che inevitabilmente viene punito. Gli arbitri avevano chiarito questo fatto, dicendo che lo step on foot è calpestare e lì il calpestare non c’è assolutamente. Contatto molto molto leggero.”
Sta già facendo discutere il mancato rosso a Ramon, secondo lei era giusto espellere il calciatore del Como e se si in quali dei due episodi?
“Sul primo ho molti dubbi, non so se è giusto chiamarla chiara occasione da rete, quindi non faccio altro che avallare la decisione dell’arbitro. In presenza di non certezze, perché il pallone è laterale, quindi mi sembra che c’è stato un provvedimento tecnico e disciplinare assolutamente corretto. Sul secondo non ho il minimo dubbio, giallo e quindi rosso”
Considerati i sempre più numerosi e controversi episodi arbitrali, lei non crede che il regolamento attuale lasci troppo spazio all’interpretazione?
“Assolutamente, l’interpretazione e la soggettività stanno diventando importanti. Poi c’è un utilizzo sconsiderato del regolamento, perché purtroppo devo dire che in tanti episodi ci si comporta in un modo assolutamente diverso e potrei fare una sequenza infinita di episodi. Ecco questo sta dando fastidio, sta dando fastidio a chi opera sul terreno di gioco, sta dando fastidio a chi prepara la partita, ma io credo che anche gli spettatori e telespettatori siano in qualche modo coinvolti. Si aggiunge anche un utilizzo del VAR esasperato, perché ritengo che l’arbitro in campo, quello col fischietto e pantaloncini corti e con i cartellini, sia responsabile di tutto. Deve avere la personalità per decidere, deve avere il carisma e deve avere il coraggio, altrimenti così non andiamo da nessuna parte, continueranno sempre comunque tutte le discussioni e le polemiche infinite”
La soluzione potrebbe essere introdurre in sala var nuove figure esterne all’Aia? Come ex calciatori
“Certo, un ex calciatore mi piacerebbe molto, anche per allargare il discorso del mezzo tecnologico che non è solamente di pertinenza del direttore di gara. Non è più solo un mezzo esclusivo, era un aiuto, era un salvagente. Abbiamo detto questo quando è stato introdotto, adesso diventa un rifugio, non è un rifugio peccatorum, assolutamente no. Il calciatore secondo me ha un’esatta conoscenza di quello che significa fallo più grave, fallo meno grave, la caduta, il perché ci sia comportati così. E’ un aiuto e quindi può essere sicuramente indicativo anche per il direttore di gara. Perché noi (arbitri n.d.r) non abbiamo mai fatto il calciatore, ci piace parlare, ma non è che giochiamo col sinistro, col destro, cadiamo, andiamo in contatto con l’avversario. Il calciatore lo ha fatto come mestiere e quindi secondo me questo è molto importante sul giudizio”
In conclusione, è favorevole all’introduzione del Var a chiamata?
“Assolutamente sì, lo farei fare anche subito dai capitani, non dagli allenatori. Anche perché gli allenatori hanno display, hanno mezzi tecnologici già collegati. Il capitano mi viene vicino e mi dice che è successo. Perfetto, allora sarebbe assolutamente accettabile. Se lo facessero dalla panchina è una cosa ingiusta, perché loro hanno elementi in più. Questo mi piacerebbe moltissimo.”
