Antonio non vede l’ora di sfidare domenica la Roma e Gasperini
Il Napoli sfiderà la Roma domenica e si ritorna al campionato, dopo l’uscita dalla Coppa Italia, e i due Antonio, Conte e Vergara, scalpitano. Il Mattino scrive:
“Il fuoco di Antonio (Conte) e il talento di Antonio (Vergara). È ciò che serve al Napoli per superare l’amarezza delle eliminazioni dalla Champions League e dalla Coppa Italia, ricaricarsi e blindare (o migliorare) l’attuale piazzamento in classifica. La qualificazione Champions è l’unico obiettivo. D’altra parte, è quello prioritario, fissato a inizio stagione da De Laurentiis e Conte. Sul proprio cammino il Napoli ha trovato molti ostacoli, a cominciare dai tanti infortuni, un autentico incubo. E anche altro: i disastri arbitrali – riguardano non soltanto gli azzurri, sia chiaro – rischiano di incidere sulla stagione.
Il nervosismo di Conte, apparso in tutta la sua evidenza in Inter-Napoli e in Napoli-Como con parole dure rivolte agli arbitri, è spiegabile anche con questa sequela di errori che evidentemente non viene più considerata casuale. «Tutti possiamo sbagliare ma negli ultimi tempi accade un po’ troppo spesso» ha spiegato Mazzocchi l’altra sera, dopo l’eliminazione ai rigori. Gli errori di Lukaku e Lobotka dal dischetto erano stati preceduti da quello dell’arbitro Manganiello, che non ha estratto il rosso per il difensore comasco Ramon alla fine del primo tempo: è probabile che i vertici arbitrali valuteranno la sua come una decisione corretta.
Conte ha dentro, come sempre, il sacro fuoco. Non vede l’ora di sfidare domenica la Roma e Gasperini ma anche tutto ciò che circonda la sua squadra. E non è una sindrome da accerchiamento. Prendiamo quanto è accaduto dopo il fallo su Vergara in Genoa-Napoli, punito col rigore: che protesti il Genoa ci sta; che altri esponenti del sistema si facciano sentire, meno. Ma il rumore dei nemici non ha mai spaventato Conte, neanche adesso, perché ha un potente alleato come la tifoseria del Napoli e sente di poter sempre contare su questi uomini che si sono messi gli elmetti e vanno avanti. I rinforzi arrivati a gennaio non sono quelli che avrebbero consentito il salto di qualità, chi è appena rientrato (Lukaku) dopo un lungo periodo di indisponibilità fa grande fatica, il distacco dalla capolista Inter è di fatto incolmabile. Eppure, Conte non molla e con tutto l’orgoglio – suo e della squadra – ha mostrato martedì con una mano il “2”, i titoli vinti sulla panchina azzurra (scudetto e Supercoppa in sette mesi), e con l’altra lo “0”, i titoli che alla fine di questa stagione avranno conquistato tanti suoi colleghi. È questa altissima motivazione che vuole trasmettere ai giocatori con cui è sceso a combattere una battaglia non solo calcistica ma anche mediatica. Quale sarebbe stato il clima in questo campionato lo aveva capito fin dalla notte di Napoli-Inter, quando il presidente Marotta protestò per il rigore concesso da Mariani”.
