CdS Campania – “PIU’ FORTI DI TUTTO”. Che colpo a Genova, Napoli immenso

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Non sembrava un Buongiorno

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Un rigore contro dopo 2’ e uno a favore nel finale: in mezzo, un Napoli che col Genoa si stava suicidando

 

McTominay quasi eroico

 

Hojlund al 95’ aggiusta una partita condizionata dagli errori del difensore

 

 

 

Genoa-Napoli 2-3 non è stata una semplice partita: è stata un romanzo di 100 minuti e 101 colpi di scena. Aperta e chiusa da un rigore. Una storia quasi pirandelliana piena di pathos, incertezza, errori, dolore fisico e anche dell’anima dal finale dolce per Conte e crudele per De Rossi. È il calcio, signori. È lo sport che non fa sconti neanche a un campione del mondo: il Napoli merita la copertina per l’incredibile capacità di non spezzarsi mai anche sotto tonnellate di guai e imprevisti tecnici, ma poi c’è da leggere la rabbia di Daniele e dei suoi per aver perso la seconda partita consecutiva in otto giorni, dopo quella con la Lazio, vanificando la rimonta con il rigore concesso a tempo scaduto. Per giunta in undici contro dieci: altri punti buttati a mare. A strapparlo al 92′ è stato Vergara a Cornet, entrato all’89’: il ragazzo evidentemente ha quel quid che gli consente di risultare decisivo anche in una serata piena di ombre. Il tutto sotto gli occhi di Bonucci, inviato del ct Gattuso. Ma il suo talento è soltanto uno dei capitoli della bellezza sotto il diluvio che i trentamila di Marassi, in un’atmosfera molto british, hanno goduto e poi maledetto: le proteste per l’ultima decisione del Var sono state vibranti come gli applausi al Genoa, aggressivo e brillante quanto ingenuo nella gestione dei finali. Il Napoli, sotto questo aspetto, è stato maestro: in dieci dal 76′ per l’espulsione di Juan Jesus (due gialli) e soprattutto senza McTominay dalla fine del primo tempo. Il protagonista indomito della saga genovese.  Fonte: CdS
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