L ’emergenza continua è una sorta di maledizione. Costringe a stringere i denti, ad inventarsi alternative e soluzioni che spesso non hai, ma, nel caso del Napoli, ha contribuito a far scoprire un “tesoro” in casa: Antonio Vergara. Scrive Pasquale Salvione sul CdS: “Due gol in cinque giorni al Maradona probabilmente li sognava da quando è entrato nel settore giovanile azzurro, a 8 anni. Prima la magia con il Chelsea, poi il bis di ieri con la Fiorentina. Nella sua corsa sotto la Curva B c’è tutta la gioia di un ragazzo di Frattamaggiore che festeggia davanti alla sua gente. Un tesoro valorizzato anche grazie alla fiducia che gli ha dato Conte, prima nel volerlo tenere in rosa e poi dandogli l’occasione di dimostrare le sue qualità. Una chance che “Vergaraskhelia”, come lo hanno ribattezzato, ha sfruttato in pieno, ci ha messo entusiasmo, voglia e anche tanta cazzimma. La stessa che finalmente ha fatto venir fuori Gutierrez, che ha dimostrato perché Conte ha insistito tanto su di lui sulla destra a piede invertito. Quando è rientrato sul sinistro e ha pescato il jolly con un tiro a giro sul palo lontano è corso verso la panchina ad abbracciare l’allenatore. Evidentemente era un movimento che Conte gli aveva più volte suggerito.”
