“Il rammarico è per le gare contro Psv e Copenhagen! Non tutte le colpe sono di Conte”
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Enzo Bucchioni, giornalista e scrittore, per commentare l’uscita del Napoli dalla Champions League dopo il ko interno contro il Chelsea.
Cosa salviamo del Napoli, ad oggi?
“Io ripartirei dagli applausi del Maradona: ieri sera la squadra ha dato veramente tutto, è andata oltre le proprie possibilità e ha fatto la prestazione che ci si aspettava. Purtroppo però non basta, non è passata perché di fronte avevi una squadra con giocatori, come si dice oggi scientificamente, ingiocabili. Il problema è che hai lasciato punti per strada dove non dovevi: mi riferisco soprattutto alla partita col Copenaghen, quella prima di questa. Una partita che avresti potuto vincere. E mi riferisco anche a quei maledetti sei gol presi col PSV: non si sa ancora come sia potuto succedere. Io non ci credo, non posso credere che una squadra di Conte prenda gol in quel modo. Quindi sono quelle le cose sulle quali devi rammaricarti e riflettere: sono state quelle che ti hanno penalizzato. Ieri sera, invece, hai visto una squadra che ha dato tutto, ma quando quei giocatori decidono… non solo il Chelsea: succede anche in altre partite. Penso, ad esempio, all’Arsenal contro l’Inter: anche l’Inter ha fatto una bella prestazione, poi quando l’Arsenal alza il ritmo e mette in moto i giocatori migliori, vince. Ieri sera è successo lo stesso. Sono squadre più forti: più forti complessivamente e anche per profondità di panchina. E non solo perché li pagano 70, 80 o 120 milioni, ma perché sono tecnicamente più bravi. E questo è il discorso che deve fare il nostro calcio: negli altri Paesi, soprattutto in Inghilterra, prendono giocatori bravi tecnicamente, bravi coi piedi. Perché ti dico questo? Perché fanno correre la palla in maniera più rapida, stop più efficaci, non perdono tempo, non si inceppano. Hai visto il gol del 2-2? È pulizia tecnica: sono bravi coi piedi. E i nostri, in generale, anche nelle squadre più forti, come il Napoli campione d’Italia, quel livello lì purtroppo fanno fatica a raggiungerlo.”
Quindi, per sintetizzare: Conte può aver commesso errori sul mercato, ma resta l’uomo senza il quale lo scudetto dell’anno scorso non sarebbe arrivato?
“Sì. Io lo so che Conte è divisivo: non ispira simpatia a tutti, lo sappiamo. Anche tra i tifosi della Juventus… perché Antonio Conte è fatto così. Devi prendere tutto il pacchetto. Però qui parliamo di un allenatore che ha fatto crescere tanti giocatori, ha fatto crescere il gruppo e il Napoli, quando lo vedi giocare, ha un’identità. Qui c’è tutto il lavoro dell’allenatore. Io vorrei vedere un altro allenatore, in una situazione così difficile, come si sarebbe comportato. Poi certo: ci si aspettava di più. In estate cosa dicevamo? Che questa squadra era attrezzata per essere competitiva anche in Champions. Lo dicevo io, lo dicevano in tanti, lo diceva tutto il mondo del calcio. E poi così non è stato. Quindi qualche responsabilità ce l’ha anche Conte, ovviamente. Ma poi ti si infortuna Kevin De Bruyne a inizio stagione. E sappiamo l’importanza di quel tipo di giocatore: era il campione di riferimento che il Napoli aveva comprato. Avevamo detto: ‘il campione viene a Napoli perché c’è Conte’. Poi però ti si infortuna subito e la storia cambia. Non sono giustificazioni, ma vanno inserite in un’analisi complessiva. Non posso dire ‘è colpa di Conte’, perché ci sono tante situazioni. E nel calcio c’è sempre un tasso di imprevedibilità elevatissimo: è una cosa banale, ma è così.”
