Trotta: “Fuori agli ottavi è un fallimento. Gli infortuni hanno ridimensionato il Napoli”

Questo il pensiero di Ivano Trotta sul momento del Napoli

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli e Juventus.
Di seguito, un estratto dell’intervista.

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Oggi non è tempo di processi sommari, ma di analisi: di capire cosa resta, cosa manca e soprattutto da dove si riparte?
“Come ha detto Conte, mi trova d’accordo. Il rammarico non è tanto per ieri sera, ma per la partita di Copenaghen: perché comunque stavi vincendo, eri con un uomo in più e lì hai buttato via tanto. A Copenaghen hai fatto una grande partita e secondo me resterà, come succede spesso, il rammarico di non averla portata a casa. Ieri, invece, hai giocato una partita giusta contro una squadra che ha dei campioni e che, nel momento importante, ha risolto la gara con un campione. Quindi c’è poco da dire. La disamina non fa una piega, perché dal punto di vista del talento è stato il singolo a risolverla, a rimontarla e a ribadire un concetto che tante volte torna fuori: il singolo può risolvere delle belle gatte da pelare. João Pedro è stato così”.
Al Napoli che non arriva neanche agli ottavi di Champions League, e nelle ultime tre sessioni di mercato sono stati spesi circa 300 milioni di euro. Possiamo definirlo un fallimento? E, nel caso, fallimento di chi?
“Oggi non arrivare agli ottavi sicuramente è un fallimento, perché sennò parleremmo di aria fritta. Per me il problema più grosso sono stati gli infortuni e, come detto in passato, lo ribadisco oggi: bisogna analizzare perché ci sono stati tutti questi infortuni. Perché se da una parte si dice ‘io non credo che sia mai successo in tutto il mondo’, allora ti chiedi: perché è successo a Napoli? Quindi va fatta un’analisi totale, ma lo dico sinceramente: io penso che c’entri la preparazione in primis. Magari alcuni calciatori, rispetto ad altri, devono avere accortezze maggiori in preparazione, perché oggi abbiamo tutto a disposizione per fare lavori differenziati. Ma io credo che il Napoli faccia, ad oggi, carichi di lavoro importanti: c’è chi sicuramente li può sostenere, ma magari giocatori che hanno venti stagioni sulle spalle un po’ meno. Non lo so. Io ho provato ad analizzare dentro di me, non sapendo nulla, però sinceramente tutti questi infortuni hanno fatto sì che il Napoli non riuscisse a ‘stampare’ la stagione.”
Ieri sera Conte in conferenza ha parlato di un Napoli che ha giocato tre giorni prima e che tra meno di tre giorni giocherà di nuovo. Secondo lei, non era più opportuno ieri sera chiedere scusa ai tifosi per la stagione che si sta facendo, piuttosto che aggrapparsi agli alibi?
“Secondo me non chiede scusa perché, dal suo punto di vista, è stato ridimensionato da tutti questi infortuni. Il problema sono gli infortuni… se io dovessi allenare il Napoli domani e mi dicono ‘questa è la rosa’, però poi guardo e mi manca De Bruyne e tutti i ‘noti’ e via dicendo… capisci che cambia tutto. Tutto. Conte e il suo staff hanno i giocatori davanti agli occhi tutta la settimana. Se oggi sei la squadra con più infortuni d’Europa, o del mondo, qualcosa è andato storto, punto. Io non so nel dettaglio che preparazione fanno, se i giocatori continuano a tirare forte… non lo so. Però ricordo che anni fa successe lo stesso alla Juve, forse qualcuno in meno, ma tantissimi. E la Juve cambiò il terreno del centro sportivo perché avevano notato che poteva esserci anche una responsabilità del campo di allenamento. Purtroppo o per fortuna siamo nel 2026: oggi abbiamo tante cose a disposizione per valutare tutto nei minimi particolari. Quindi non puoi dire che magari è il terreno, magari non lo so… io sto dicendo che possono esserci tante cause, ma sicuramente qualcosa di sbagliato c’è stato, sennò non saltavano fuori tutti questi infortuni.”
I dati parlano chiaro: a fine gennaio la stagione è in buona parte compromessa, senza girarci troppo intorno. Bastava poco per evitare questa eliminazione dalla Champions, però allo stesso tempo ci sono dei ‘fattori’ su cui ripartire. Quali sono?
“Sarebbe facile dire ‘azzerare tutto’, però non è questo. I dati su cui ripartire sono: fare esperienza dagli errori passati e, soprattutto, dal punto di vista della preparazione dei giocatori, capire perché ci sono stati tutti questi problemi. E poi anche il mercato: qualche acquisto sbagliato, qualcuno bocciato subito…”
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