Infortunati, mercato, rigori, slogan: serve Conte Dracula

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Il battesimo, da squalificato, risale al 19 settembre 2012. Si giocava a Stamford Bridge, fu un incoraggiante 2-2: i ganci destri di Oscar, la rimonta di Arturo Vidal e Fabio Quagliarella. Al ritorno, il gagliardo 3-0 costò la panca a Roberto Di Matteo, detentore del trofeo.
Nell’edizione successiva, scrive il CdS, complice l’ennesimo 1-1 di Copenaghen, con il Copenaghen (ma in parità numerica), gli opliti di «Andonio» vennero «gelati» a Istanbul dal Galatasaray di Roberto Mancini al culmine di un’ordalia cominciata di martedì e, per una «strana» congiura di neve e fango, conclusa il mercoledì. La rete di Wesley Sneijder, all’85’, firmò la retrocessione in Europa League, compagna di viaggio – sino alle semifinali, perse con il Benfica – del terzo scudetto di fila e del record di punti (102).
Gli Europei 2016 da ct e quindi il Chelsea dell’esordio, guidato al titolo in Premier e agli ottavi di Champions: fatale, il Barcellona di Leo Messi e Andrés Iniesta (1-1, 0-3).  Tocca all’Inter. L’Indice piangente vi piomba nel 2019, in bilico tra il crepuscolo della dittatura sabauda e l’alba del Covid. Declassato nell’Europa di scorta da Barça e Borussia Dortmund, cede a Colonia, in finale. Il 3-2 del Siviglia sgorga dal «tradimento» di un fedelissimo: Romelu Lukaku.
E siamo alla stagione 2020-2021. Vincerà il campionato, l’Inter di Conte, forse anche perché, sussurrano i maligni, esce subito, già a dicembre: ultima e, dunque, fuori da tutto, dietro Real Madrid, Borussia Moenchengladbach e Shakhtar Donetsk. Però.
Scappa dalla Continassa. Fugge da Appiano. È fatto così. Lo chiama Fabio Paratici al Tottenham. Accetta. Cavalca in scioltezza il rodeo introduttivo, ma si arena ancora negli ottavi, rosolato dal Milan di Stefano Pioli: 0-1 a San Siro, squillo di Brahim Diaz; 0-0 nella tana degli Spurs. Sconvolto dalla morte di Gian Piero Ventrone, il sergente Louis Gossett jr. in «Ufficiale e gentiluomo» e dei suoi film, si smarrisce e rescinde il contratto.Da colonna della Juventus di Marcello Lippi, la vinse nel 1996.
Domani sera, al Maradona, chi o cosa deciderà? Napoli-Chelsea è senza appello. O spareggi o a casa.
Infortunati, mercato, rigori, slogan: Conte Dracula, per forza.
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