Trent’anni fa il rogo de La Fenice, il 29 gennaio visite gratuite
(Adnkronos) – In occasione del trentesimo anniversario dell’incendio che distrusse la Fenice di Venezia, la Fondazione Teatro La Fenice aprirà gratuitamente nella giornata di giovedì 29 gennaio, dalle ore 9.30 alle ore 15.00, le porte del Teatro di Campo San Fantin a tutto il pubblico, appassionati, curiosi e semplici avventori che ancora non l’abbiano fatto, potranno visitare il Teatro ricostruito. E per chi invece il Teatro ricostruito lo conosce già, ci sarà la possibilità di confrontare l’immagine attuale con il ricordo di quella precedente il rogo, grazie a una mostra allestita per l’occasione con le fotografie raccolte da Daniele Paolin nel 1989 e con altri suggestivi scatti conservati dall’Archivio storico ed eccezionalmente esposti per questa occasione. Dal sito di Fest, festfenice.com, sarà possibile scaricare l’audio-guida della visita a teatro. La mostra resterà visibile al pubblico fino a giovedì 12 febbraio 2026.
Le immagini raccolte da Daniele Paolin nascono per insegnare, per spiegare e oggi anche per ricordare. Ricordare com’era il Teatro. Intorno al 1989, Paolin – docente all’Accademia di Belle Arti, scenografo realizzatore della Fenice e uomo di palcoscenico – fece fotografare gli spazi del ‘vecchio’ Teatro: i palchi color nocciola, le porte in legno di noce, la platea con la moquette rossa, le Sale Apollinee adattate a sala prove, vissute e trasformate dal lavoro quotidiano. Quelle fotografie servivano agli studenti, quando il Teatro non poteva essere agibile a causa del perdurare delle prove: sono frutto dunque di un progetto educativo, ma sono anche uno sguardo sincero su ciò che il pubblico non vedeva e non vede neanche ora. Paolin in quelle immagini c’è, in una di esse lo troviamo al lavoro, in piedi, mentre dipinge un fondale nell’atelier di scenografia sopra al palcoscenico: proprio lì dove, pochi anni dopo, sarebbe iniziato l’incendio.
«Oggi queste fotografie riemergono come un omaggio, e tutti noi – affermano i lavoratori della Fondazione Teatro La Fenice in un comunicato – ringraziamo Daniele Paolin per avercene fatto dono consegnandoci la memoria di un Teatro molto simile a quello di oggi, eppure profondamente diverso. Non è un racconto di ricostruzione. È qualcosa di più intimo: una raccolta di immagini inedite, di frammenti custoditi nel tempo. Una sorpresa anche per chi questo Teatro lo vive ogni giorno».
Una sezione della mostra presenterà alcune immagini che ritraggono il ‘cuore nascosto del Teatro’, quella parte che il pubblico in sala non vede e non conosce. È il retro del palcoscenico: lo spazio del lavoro, dell’attesa, della tecnica, del gesto silenzioso che rende possibile la magia. Le fotografie esposte, datate 1937 e provenienti dall’Archivio storico del Teatro, mostrano il palco in restauro com’era prima dell’incendio: gli arconi a sesto acuto poi demoliti, la scala che portava direttamente ai camerini dei tecnici, la grande finestra termale posta sul retro del palco, ormai chiusa. Qui c’è un grande modello in legno del palcoscenico, realizzato a mano da uno storico capo macchinista del Teatro, Adriano Mezzalira, detto ‘Cartafina’ – e conservato per decenni nei laboratori di scenografia. Un oggetto di lavoro, non di rappresentanza. Un pezzo unico, mai esposto, che restituisce la precisione, l’intelligenza e la cura artigianale di chi il Teatro lo amava e lo faceva funzionare ogni giorno.
«Fotografie e modellino sono gioielli nascosti – sono ancora i lavoratori della Fondazione Teatro La Fenice a parlare –, scrigni aperti eccezionalmente al pubblico in occasione del trentesimo anniversario dell’incendio. Non per celebrare la perdita, ma per condividerne la storia: la memoria del fare, del costruire, del lavorare dietro la scena. Il cuore nascosto del teatro, appunto».
—
spettacoli
[email protected] (Web Info)
