L’occhio sul campo, l’orecchio al mercato. Perché Juve e Napoli, si legge sul quotidiano Il Mattino, sono al lavoro per rafforzare le rose. La zona Champions vale prestigio e milioni e la lotta si sta facendo serrata. Domani vi sono due scontri diretti: dopo la sfida di Torino c’è Roma-Milan. Il distacco dei bianconeri dai Campioni in carica era più marcato prima dell’arrivo di Spalletti: -6 e settimo posto. Gli azzurri erano al comando (con la Roma), poi è risalita l’Inter, che ha approfittato delle loro frenate per la fuga. «Dobbiamo tenere botta e pensare a noi stessi: altro non possiamo fare», è il pensiero di Conte. Non è un segnale di resa. Se ne accorgerà domani Spalletti.
È una sfida dalle tonalità forti, come tutte quelle tra Juve e Napoli. Luciano non può aver dimenticato l’ultima volta da allenatore degli azzurri in questo stadio, 23 aprile 2023. La squadra filava verso il terzo scudetto e fece il colpo grosso al 93’ con la rete di Raspadori. Lo scaramantico invito alla calma ai tifosi cadde ovviamente nel vuoto e nella notte gli azzurri trovarono diecimila napoletani a Capodichino, un abbraccio d’amore e tanti li scortarono a bordo di motorini al centro di Castel Volturno, dove in queste ore Conte ha provato a mettere fuori dalla porta i suoi guai e i suoi pensieri. Serve uno scatto di orgoglio e qualcos’altro. Ad esempio, il primo gol nel 2026 di Hojlund, che ha ritrovato nella comitiva Lukaku, un vero bomber quando recupererà la piena forma.
