Tra rabbia e speranza: Napoli smarrito in Europa, ma la Juve riaccende la fede

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Dopo la delusione di Copenaghen, a Napoli domina l’amarezza. Allo chalet di Mergellina e tra la gente comune si respira frustrazione: la squadra azzurra è apparsa spenta, senza ferocia né carattere, lontana dall’immagine combattiva che i tifosi si aspettavano. C’è chi parla di una squadra confusa, sempre uguale a sé stessa, fragile e incapace di fare il salto decisivo proprio quando serve.

L’errore europeo pesa, perché quella partita non andava sbagliata e ora il rischio di salutare la Champions è concreto. Si discute di paura, di indecisione, di un Napoli che “non è stato”, paralizzato come da un dubbio amletico. E mentre qualcuno ironizza, altri temono che l’Europa stia scivolando via.

Ma dopo lo sfogo arriva anche l’invito alla calma. Il calendario propone subito la Juventus e, come spesso accade, la sfida ai bianconeri riaccende l’orgoglio. C’è chi confida nella capacità storica del Napoli di risorgere nei momenti difficili e chi si aspetta una prestazione di livello, pur riconoscendo che la Juve corre più degli azzurri.

Tra timori e speranze, emerge una certezza condivisa: il Napoli si affida ancora ai suoi uomini simbolo. McTominay viene visto come il leader capace di trascinare tutti, esempio di grinta e resistenza, mentre si attende il ritorno al gol di Hojlund. L’idea è chiara: partire forte, aggredire la Juve, non sbagliare nulla e provare a sorprendere tutti. Tra scaramanzia e ottimismo, resta la fede che, anche stavolta, qualcosa possa cambiare.

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