I numeri raccontano molto anche in termini di minutaggio. McTominay ha giocato 2531 minuti stagionali, appena dieci in meno del capitano Giovanni Di Lorenzo. Un dato che certifica il suo status: intoccabile.
Conte lo sapeva già a inizio stagione, anche quando le critiche piovevano sul numero 8 e l’arrivo di De Bruyne sembrava ridimensionarne il ruolo. Il campo ha detto altro. Esterno sinistro, mezzala, oggi perno centrale accanto a Lobotka: McTominay si è adattato a tutto, restando sempre decisivo.
Con il centrocampo falcidiato dagli infortuni, sono rimasti loro due. Ma “valgono per dieci”. Da quando il Napoli è passato a questa soluzione obbligata, lo scozzese ha segnato cinque gol. Più si allontana dalla porta, più la rincorre.
Dietro c’è lavoro quotidiano: allenamenti intensi, attenzione maniacale al recupero, alimentazione curata anche con l’aiuto del personal chef. E soprattutto una crescita mentale evidente. McTominay non si è mai nascosto, né a Copenaghen né a Milano contro l’Inter.
Napoli lo ha trasformato. Crescere a Old Trafford aiuta, ma diventare leader in azzurro è un altro passo. Oggi, per i tifosi, è una delle poche certezze assolute. In Danimarca non lo vogliono più vedere. A Napoli, invece, è diventato il faro.
Fonte: Il Mattino
