«Non ci sono alibi» ha ripetuto più volte Antonio Conte dopo il pareggio in Champions League a Copenaghen. E ha ragione. Ma, come aveva spiegato anche McTominay dopo il pari contro l’Inter a Milano: provate voi a togliere i migliori alle migliori squadre d’Europa. Non è una giustificazione, non vuole esserlo, ma come si può immaginare un Napoli brillante senza sette assenti in infermeria? E se aggiungessimo che sei di questi sette assenti sono titolari o potenziali tali? Rrahmani è stato il miglior difensore fin qui quest’anno, Anguissa è un pezzo imprescindibile, Politano e Neres due armi offensive necessarie, De Bruyne la speranza di poter portare in Champions una caratura diversa. Senza dimenticare Meret, titolare degli ultimi due scudetti e con una “sfida” aperta con Milinkovic-Savic quest’anno.
Aggiungiamoci anche Gilmour: non un titolare, certo, ma un ottimo dodicesimo uomo aggiunto alla mediana. Tutti fuori. E con Lukaku tornato per la prima volta solo a Copenaghen, ma solo in panchina. Senza alibi, certo, come ha detto bene anche Conte: ma come si può pretendere che tredici o quattordici calciatori – a cui aggiungere le “giovani” leve Marianucci, Ambrosino, Vergara soprattutto – sappiano tenere un ottimo livello giocando 9 partite in 27 giorni? La causa di questi infortuni sarà svelata un giorno. Fonte: Il Mattino
