Camozzi: “Lang via per mancanza di feeling con l’allenatore. Al Napoli serve un vero attaccante”

0
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Camozzi, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Factory della Comunicazione

Ci interrogavamo stamattina sul fatto che ormai abbiamo appreso tutti che Lorenzo Lucca e Noa Lang siano pronti con la valigia in mano. Per quanto riguarda Lorenzo Lucca, è dall’inizio della stagione che ci diciamo un po’ tutti che non stia convincendo: forse aveva bisogno di più tempo. Vorrei concentrare su Noa Lang, tra i nuovi arrivati della scorsa estate non sembra che abbia fatto così male. Perché il Napoli gli ha già preparato la valigia?
“È evidente che non ha trovato empatia, o comunque una vera connessione, con l’allenatore. Credo che il valore del giocatore non si discuta e tutto sommato, le sue prestazioni le ha quasi sempre fatte. Però, come tutti i calciatori, ci sono alti e bassi. Il punto è che non c’è feeling con il mister, e mi sembra abbastanza chiaro anche dalle dichiarazioni e dal linguaggio del corpo. Poi bisognerebbe essere lì e capire meglio certe dinamiche, ma la prima cosa che mi viene da dire è questa.”
Oggi però si discute anche della possibilità che al Napoli venga sbloccato il mercato, da operatore del settore, come ha appreso questa notizia? Il Napoli, praticamente quindici giorni fa, si sente dire che avrebbe dovuto fare un mercato a saldo zero, è un po’ scorretto, secondo lei, questo modus operandi?
“Io sono combattuto. A livello personale sono sempre stato contrario a certe ingerenze, fin da quando è stato sostituito il concetto di libertà gestionale con controlli sempre più rigidi. Credo che le istituzioni del calcio debbano stare lontane dai conti delle società e da tutto ciò che riguarda la finanza interna. È giusto che le società diano garanzie di pagamento per la stagione in corso, per i dipendenti e per tutti, questo sì, è doveroso. Ma se poi una società vuole comprare un giocatore, non capisco perché debba esserci questa differenza tra noi e il resto del mondo. In Italia, purtroppo, mancano molte voci di ricavo: per il 90% dei club manca il tema degli stadi di proprietà, non è come in Inghilterra dove sono più avanti e hanno introiti diversi. Questo secondo me è profondamente sbagliato, perché cancella la passione. Se togli anche la passione a chi ci mette i soldi, diventa tutto un giochino finanziario e non mi piace. Se una società deve fare soldi o comprare, deve essere libera di farlo: se non hai soldi, non compri. È molto semplice.”
Sappiamo che se il Napoli sta cedendo Lucca e Lang è proprio per finanziare il calciomercato, in quali ruoli, secondo lei, il Napoli ha bisogno di rinforzarsi in questo momento?
“È difficile capirlo adesso, anche perché il Napoli, con tutti questi infortuni, ha cambiato tanti moduli e di conseguenza sono cambiate anche le posizioni dei giocatori. Quindi ipotizzare ruoli fissi fino alla fine della stagione è complicato, persino per l’allenatore, perché l’emergenza infortuni lo ha costretto a cambiare continuamente. Oggi dire con certezza come giocherà il Napoli è difficile, dipende da quanti giocatori riuscirà a recuperare e quando. Quindi la domanda è, investi nelle posizioni che ti mancano adesso o sei convinto che il modulo che stai usando oggi sarà quello fino alla fine? Perché altrimenti rischi di prendere giocatori non funzionali all’evoluzione della squadra. Sicuramente serve un attaccante, perché non puoi pensare di andare avanti sempre con un solo riferimento là davanti. Serve un sostituto vero di Lucca e di Romelu Lukaku. Poi io credo che, oltre all’attaccante centrale, serva anche un esterno a tutta fascia, magari un giocatore che possa adattarsi anche in una posizione tipo quella di Leonardo Spinazzola.”
Visto che lei ha parlato di Romelu Lukaku, le chiedo anche dell’altro lungo degente, Kevin De Bruyne. Possiamo dire che, al netto di tutto quello che è accaduto, Kevin De Bruyne sia stato un investimento fallimentare per il Napoli?
“No, non credo sia stato un investimento sbagliato. È stato sfortunato, questo sì. De Bruyne è un giocatore dalle doti tecniche incredibili e non lo puoi considerare un acquisto sbagliato a prescindere. Purtroppo l’infortunio che ha avuto è stato pesante, e sinceramente erano anni che non vedevo un infortunio del genere. Mi dispiace per lui, per i calciatori e per la società che ha investito su di lui. È chiaro che quando prendi un giocatore come De Bruyne lo paghi anche caro, e se poi in campo di fatto non c’è, devi fare delle valutazioni. Però non possiamo tirare le somme finché non avrà il tempo di tornare e dimostrare il suo valore. Per quello che aveva fatto vedere prima dell’infortunio, non mi sembrava avesse fatto così male. Considerando anche che arrivava in un campionato diverso, in una squadra diversa, in un contesto diverso, doveva inserirsi nel sistema Napoli e nella metodologia di lavoro richiesta dall’allenatore. Ci sarebbe piaciuto vederlo sano e in grado di esprimere davvero il suo valore, ma non è successo. Ripeto: al netto dell’infortunio, De Bruyne non si può definire un acquisto sbagliato, perché è un calciatore che non si discute.”
In ottica Napoli si parla di Federico Chiesa e Raheem Sterling. Lei con la Premier League ci lavora tantissimo, il piano di fattibilità qual è? Sono due nomi realmente perseguibili per il club partenopeo?
“Sterling e Chiesa sono in cerca di rilancio, il primo potrebbe davvero arrivare a Napoli. Sono sicuramente due nomi di rilancio. Credo che, magari, sia più fattibile Sterling.”
Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

For security, use of Google's reCAPTCHA service is required which is subject to the Google Privacy Policy and Terms of Use.