La Gazzetta dello Sport è andata sui luoghi che hanno caratterizzato la vita di Rasmus Hojlund. Di seguito un estratto del servizio.
“Il centravanti del Napoli è cresciuto qui, nella quiete di un comune dove tutto sembra scorrere lento. Dove non ci sono maxi condomini, ma solo villette con giardino. Ieri il sole ha fatto salire la temperatura a tre gradi e la neve presente negli scorsi giorni è un po’ sparita. Rasmus è abituato a questo clima freddo e stasera al Parken Stadium si sentirà a casa. Non solo perché ha giocato nel Copenaghen, sia prima squadra sia nelle giovanili, ma anche perché in tribuna ci saranno i genitori e gli amici di una vita. Gli è già capitano di esibirsi qui da avversario: è successo l’8 novembre 2023, anche quella volta in Champions, e lo United venne battuto per 4-3 nonostante una sua doppietta (una rete su assist di McTominay, i casi della vita…). Stavolta sogna un risultato diverso di fronte alla sua gente che gli vuole bene, ma non potrà tifare per lui. A parte quelli in arrivo da Horsholm, dove tutti i ragazzi vogliono ripetere la favola degli Hojlund.
Hojlund Rasmus gioca nel Napoli, Oscar (centrocampista) nell’Eintracht Francoforte, Emil (attaccante) nello Schalke: tre fratelli eccezionali che sono diventati tutti professionisti dopo essere passati dalle giovanili dell’Horsholm-Usserod Idraetsklub o più semplicemente Hui. Il presidente Bo Ottenheim ieri ci ha raccontato: “Il ricordo che ho di Rasmus è quello di un ragazzo ambizioso che viene da una famiglia eccezionale e ha lavorato tanto per arrivare in un top club europeo. Non aveva le doti di Messi, ma lui e i suoi fratelli si allenavano in maniera maniacale, anche dopo la fine delle sedute con le loro squadre. Sia sui nostri campi sia in casa, nella stanza del seminterrato costruita dal padre Anders”. Quest’ultimo, ex centravanti semiprofessionista che ha lavorato nel settore edile, è stato il primo allenatore di Rasmus nell’Hui. Oltre alla tecnica, gli ha insegnato la… resilienza alla fatica soprattutto nelle giornate in cui la neve impediva di giocare a calcio all’aperto. Era in quei casi che la stanza sotterranea di casa Hojlund, una villetta bianca in stile moderno con una grande vetrata che fa entrare la luce, diventava un campo con mini porte. Fondamentale però pure la tempra della madre, ex centometrista dello Sparta Athletic Club, che ha lavorato per l’esercito: lei per il Horsholm-Usserod organizzava le trasferte ed era una specie di team manager. Oltre alla cuoca di casa che a tavola partecipava alle lunghe discussioni sul calcio… degli uomini.
Hojlund da bambino era molto bravo anche nel nuoto e per un certo periodo si è diviso tra il campo e la piscina, anche questa distante poche centinaia di metri da casa. Quando è stato il momento di scegliere, però, la passione per il calcio ha prevalso. “Anders e la moglie Kirsten hanno inculcato nei figli disciplina, ambizione e voglia di raggiungere i risultati tramite il lavoro. Non ho mai visto tre ragazzi allenarsi così: quando i compagni erano sotto la doccia, Rasmus continuava a dribblare i conetti per un’ora”, ha ricordato Christian Mouroux, direttore tecnico dell’Hui, che non è mai stato il tecnico del futuro bomber del Napoli, ma lo seguiva. “È più grande di due anni rispetto ai fratelli gemelli e non potevano allenarsi insieme perché erano troppo competitivi e tra di loro… finiva male. Così il padre insegnava loro la tecnica uno alla volta, per evitare “scintille”. Molti club sono venuti a vedere Rasmus quando era nell’Under 12, ma noi al tempo eravamo gemellati con il Brøndby che lo ha preso». Poi il ritorno al Copenaghen, lo Sturm Graz, l’Atalanta, lo United (che lo ha pagato 80 milioni compresi i bonus) e il Napoli. Un particolare: la scelta dell’agenzia, la Seg, che ha chiuso l’operazione con gli inglesi è stata oggetto di un casting che ha coinvolto tutta la famiglia e che ha visto partecipare decine di agenti, “intervistati” da papà e mamma Hojlund.
Ottimo studente Rasmus era anche un ottimo studente o almeno così ci ha spiegato Michael Geilager, al tempo presidente della Vallerodskolen, frequentata fino a dieci anni: “Lo ricordo come un ragazzo educatissimo che viene da una famiglia eccezionale. Era un buono studente, che in classe aveva tanti amici e che era attratto dal calcio: tra una lezione e l’altra si allenava con qualsiasi cosa e dopo la scuola, subito al campo. Non l’ho più visto, ma da appassionato di pallone, lo seguo davanti alla tv”. Nella sede e nei campi di allenamento dell’Hui, Hojlund va spesso: il club ha una squadra professionistica (che milita in terza divisione, l’equivalente della Serie D italiana) dove giocano molti amici di Oscar, ma durante i mesi estivi Rasmus è stato spesso lì ad allenarsi. Dopo aver vinto la Coppa d’Inghilterra con lo United è stato accolto dai bambini con affetto e lui ha firmato autografi sorridendo. E non meravigliatevi se lo farà anche in futuro… “
