La Marca: “Con il Copenhagen sarà uno spareggio Champions”

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Nel corso di “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.

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Quanto pesa la vittoria del Napoli contro il Sassuolo?
“È stata una partita estremamente complicata. Il Napoli era chiamato a dare un segnale forte dopo il pareggio di Parma e, soprattutto, dopo la vittoria dell’Inter a Udine, che aveva allungato a nove punti il distacco in classifica. La risposta degli azzurri è arrivata soprattutto nei primi minuti, con un avvio molto aggressivo che ha prodotto diversi calci d’angolo, fino al gol del vantaggio firmato da Lobotka. Dopo la rete, però, il Napoli ha faticato a mantenere la stessa intensità e non è riuscito a proporre con continuità il proprio gioco, andando incontro a qualche rischio. In una di queste situazioni è stato determinante Juan Jesus, decisivo nel tenere a galla la squadra, che ha sofferto fino all’ultimo per portare a casa un successo di grande importanza. Va anche sottolineato come, nel corso dell’incontro, siano arrivate ulteriori defezioni che hanno reso il compito degli azzurri ancora più complicato. Nota positiva la prestazione di Vergara, all’esordio dal primo minuto: una prova solida, ordinata, senza eccessi, che rappresenta un segnale incoraggiante”.
Che sfida sarà quella tra Napoli e Copenhagen?
“Sarà a tutti gli effetti uno spareggio, considerando che il Copenhagen ha gli stessi punti del Napoli. I danesi hanno avuto un avvio difficile in Champions, ma negli ultimi due incontri sono arrivati due successi consecutivi, uno dei quali molto significativo contro il Villarreal. Si tratta di una sfida particolare perché le due squadre arrivano con condizioni completamente diverse. Il Copenhagen non gioca una partita ufficiale da oltre un mese, mentre il Napoli nel solo mese di gennaio ha già disputato cinque gare. Di conseguenza, il tema dell’intensità sarà centrale: da un lato una squadra che ha sostenuto soprattutto amichevoli e sulla quale resta da valutare il ritmo partita, dall’altro un Napoli che ha mostrato segnali di stanchezza, sia fisica che numerica, a causa delle tante assenze. Detto questo, per il Napoli è una gara fondamentale: una vittoria significherebbe quasi certamente il passaggio ai play-off. In questo senso sarà importante anche il recupero di Lukaku: poter contare su un giocatore del suo livello, anche averlo solo in panchina, rappresenta un fattore decisivo in una sfida di questo peso”.
Come valuti le possibili operazioni che dovrebbero coinvolgere Lang e Lucca?
“Sono due operazioni che, per quanto visto finora, ci possono stare. Entrambi, per motivi diversi, non sono riusciti a confermarsi sui livelli mostrati in precedenza, rispettivamente a Udine e al PSV. Parliamo di giocatori con potenziale e qualità evidenti, ma nelle loro vecchie squadre erano al centro del progetto, mentre a Napoli si sono trovati fin dall’inizio in un contesto di concorrenza altissima, un aspetto che probabilmente ha inciso. Sia Lang che Lucca hanno avuto delle opportunità. Lucca aveva iniziato la stagione da titolare con l’infortunio di Lukaku, ma l’arrivo di Højlund ha cambiato le gerarchie. Anche nel periodo in cui il danese ha avuto qualche problema fisico, Lucca non è riuscito a convincere pienamente e, nelle ultime gare, come contro il Parma, è entrato soltanto nei minuti finali nonostante la necessità di sbloccare il risultato. Lang, invece, dopo una fase di ambientamento alla nuova chiave tattica, sembrava essersi guadagnato il posto da titolare: il gol contro l’Atalanta e le buone prestazioni contro Roma e Juventus facevano pensare potesse diventare un elemento fondamentale. Tuttavia, nonostante mezzi tecnici importanti e la sensazione costante di poter essere decisivo, è mancata la continuità di rendimento e soprattutto quelle giocate risolutive che ci si aspetta da un giocatore del suo potenziale. Per questo motivo, nelle ultime scelte è stato preferito Elmas, che magari ha meno guizzo rispetto all’olandese, ma sul piano tattico risponde meglio alle esigenze di Conte”.
Cosa si aspetta dal mercato invernale del Napoli?
“Con un mercato che deve necessariamente chiudersi in pareggio è molto difficile muoversi, ma questa stagione ci ha dimostrato come il mercato invernale possa comunque spostare gli equilibri. Basti pensare a Malen alla Roma, a Füllkrug al Milan o a Durosinmi al Pisa: giocatori che hanno già portato punti concreti alle rispettive squadre. Per il Napoli, chiaramente, con le probabili uscite di Lang e Lucca sarà necessario intervenire, pur con tutte le limitazioni del caso, andando a prendere profili di livello. In attacco, il nome di En-Nesyri fa ben sperare: parliamo di un centravanti esperto, con una solida esperienza internazionale, e con caratteristiche diverse rispetto a Højlund e Lukaku. Il marocchino è una punta d’area pura, tra i migliori colpitori di testa in circolazione, e in determinate partite contro squadre chiuse potrebbe rivelarsi un’arma fondamentale. Marcos Leonardo rappresenterebbe invece un profilo differente. È una punta moderna, che ama muoversi su tutto il fronte offensivo; pur non essendo altissimo, ha un ottimo tempismo anche nel gioco aereo. Al Benfica aveva già dimostrato di poter essere un attaccante importante nonostante la giovane età, e la successiva esperienza in Arabia lo ha confermato soprattutto dal punto di vista realizzativo. Per il ruolo di esterno il nome di Sterling è sicuramente interessante, ma ci sono diverse perplessità. In questa stagione ha trovato pochissimo spazio al Chelsea e questo rappresenta un limite importante. Sarebbe stata un’operazione più adatta a inizio stagione, quando c’era il tempo di lavorare con lui e reinserirlo gradualmente. Oggi, invece, la situazione è diversa: il Napoli ha bisogno di giocatori immediatamente pronti, in grado di incidere subito. Inserire un profilo come Sterling adesso diventa più complicato, soprattutto considerando i tempi di adattamento e la condizione fisica, elementi che in questo momento il Napoli non può permettersi di aspettare”.
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