L’infermeria per Politano e Rrahmani, un giallo per il brasiliano
Il brasiliano ha ancora dolore nonostante l'ok dello staff medico
Torna la vittoria, ma anche qualche altra cosa. Gli infortuni, per esempio, che non lasciano il Napoli: sembrano essersi appassionati così tanto
da tornare a riempire l’infermeria immediatamente dopo il Sassuolo. Troppa calma nelle ultime settimane per come è andata la stagione: così, ai cinque azzurri che già occupano il loro posto in attesa di rientrare, ci sono altri azzurri che possono aggiungersi alla “causa” delle difficoltà. Il primo sarà Amir Rrahmani: questa mattina immediatamente esami per il kosovaro uscito poco dopo l’ora di gioco dal campo. Uno scatto, poi si lascia andare giù: un movimento visto più e più volte quest’anno dallo staff medico azzurro.Uscendo dal campo, Rrahmani tocca con insistenza il muscolo posteriore della coscia sinistra, quello incriminato. Immediati i controlli questa mattina per capire quanto e come starà fuori. E soprattutto per capire quanto in tempo è riuscito a fermarsi, per
poter evitare il peggio. Che ha già vissuto questi momenti: a ottobre scorso si era fermato per dieci partite a causa di una lesione di basso grado del bicipite femorale, ma stavolta della coscia destra. Insomma, nessuna ricaduta per lui. Può essere una buona notizia? Magari sì. L’assenza di inizio stagione era stata difficile da digerire per tutto il reparto, potrebbe tornare a essere un fattore visto che nelle ultime settimane il kosovaro era stato sempre tra i migliori. Stesso destino nel finale per Politano: anche lui avrà bisogno di accertamenti oggi, dopo il fastidio muscolare che ha accusato pur chiudendo la partita in campo. Già prima dell’Inter, Matteo aveva accusato problemi (al polpaccio), saltando qualche allenamento nelle ultime settimane. Era partito dalla panchina anche per quello contro il Sassuolo. Prima di loro aveva alzato bandiera bianca anche Eljif Elmas: per il macedone nessun ko fisico, ma è tornato in panchina in evidente stato di confusione legato a uno stato influenzale. Che andrà valutato oggi, a 48 ore dalla sfida Champions. Tutti hanno concluso la gara con i fisioterapisti, tre situazioni tutte da rebus prima di un bivio importante tra campionato e Europa con altre quattro gare da disputare prima della fine di gennaio.
Anche contro il Sassuolo, Neres ha alzato bandiera bianca. Nemmeno in panchina, ma neppure in tribuna a dir la verità. Il
brasiliano non è stato convocato per la sfida del Maradona. Sembrava essere di ritorno già contro l’Inter per il big match di san Siro e invece fu proprio David a spiegare allo staff medico, la sera prima della rifinitura, che il problema alla caviglia sinistra non era superabile. L’ingresso nel finale contro il Parma aveva illuso che i problemi fossero alle spalle, ma non è stato così: nella rifinitura di venerdì, Neres ha di nuovo lavorato ai margini del gruppo, senza poter accelerare. Un problema, questo, che non ha di certo fatto impazzire Conte, con una lunga lista di indisponibili che non riesce a liberarsi del brasiliano. È stato David a spiegare allo staff medico che il dolore persiste e che non riesce a essere in campo al meglio.
Quelli tra Parma e Sassuolo sono stati giorni in cui il Napoli ha provato a rimetterlo in sesto al meglio per poter essere a disposizione, ma senza riuscirci. «In questo tipo di problemi c’è anche bisogno di ascoltare il feedback del calciatore» ha spiegato Stellini nel post partita di ieri. Insomma, è David che deve decidere quando sarà al meglio per tornare protagonista: la squadra medica azzurra gli ha dato l’ok al rientro, ma dovrà sentirsi perfettamente a suo agio in campo per poter essere nuovamente a disposizione. Il problema è il tempo: da oggi si pensa a Copenaghen, domani si parte per la Danimarca. David ci sarà? «Dovete chiedere al dottore, non ho informazioni. Neres non c’è perché non sta bene. Tutti sono attesi, ma non ho novità» aveva spiegato ieri un preciso Conte a Dazn prima della sfida del Maradona. E da oggi con i dottori tornerà a confrontarsi nella speranza di evitare pessime notizie. Copenaghen può essere una tappa importante anche per Anguissa. Che sia il primo di tanti volti ritrovati. Fonte: Il Mattino
