Iran, Putin parla con Netanyahu: “Disponibili a mediare”. Usa: “Abbiamo 4 richieste”

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato della crisi in Iran, oltre che della situazione in Medio Oriente, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un colloquio telefonico, ha reso noto il Cremlino. Il Presidente russo ha illustrato a Netanyahu la posizione del Cremlino sull’intensificarsi degli sforzi politici e diplomatici per la stabilità in Medio Oriente e confermato la disponibilità della Russia ad avviare sforzi di mediazione per un dialogo costruttivo. 

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Putin ha avuto inoltre una conversazione telefonica anche con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, oltre che con Netanyahu, per parlare della situazione nel paese. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ai giornalisti ha detto: “Vi informeremo anche sui risultati della nostra conversazione telefonica con il presidente iraniano”, Putin “continua a impegnarsi per facilitare la de-escalation”. 

 

Gli Stati Uniti auspicano una soluzione diplomatica piuttosto che militare in Iran, ha precisato l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, dopo che fino a mercoledì il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere un nuovo intervento in sostegno delle proteste contro il regime. Witkoff ha confermato un contatto con gli iraniani mercoledì e che “una delle cose che ci preoccupavano sulle uccisioni, le impiccagioni di massa, è stata accantonata”. 

In un intervento all’Israel American Council in Florida, Witkoff ha elencato le quattro questioni che un accordo diplomatico con l’Iran deve affrontare: arricchimento dell’uranio, programma missilistico, con Washington che chiede una riduzione degli arsenali, materiale nucleare immagazzinato al momento, circa 2mila chili arricchito fra il 3,67 e il 60 per cento, e i gruppi che Teheran finanzia in Medio Oriente. 

“Se vogliono fare ritorno nella comunità internazionale, possiamo risolvere questi quattro problemi in modo diplomatico, sarebbe una soluzione perfetta. L’alternativa invece no”, ha sottolineato Witkoff lodando come “incredibilmente coraggiosi” gli iraniani che scendono in piazza per protestare contro il regime. “Siamo al vostro fianco”, ha detto. 

 

Il Pentagono si sta preparando ad inviare ulteriori forze e risorse statunitensi in Medio Oriente. A dichiararlo alla Nbc News è stato un funzionario statunitense, parlando nello specifico di un gruppo da battaglia di una portaerei – l’unità navale incentrata su una portaerei, con cacciatorpediniere, incrociatori e altre navi a protezione e supporto – oltre ad altri aerei e sistemi di difesa aerea terrestri. 

Il dispiegamento aggiuntivo serve a rafforzare le risorse militari nella regione, mentre il presidente americano sta valutando l’azione militare in Iran, ha aggiunto il funzionario.  

Le forze servono anche a garantire che l’esercito sia preparato nel caso in cui l’Iran attaccasse risorse americane o alleati degli Stati Uniti nella regione. L’equipaggiamento e le forze aggiuntive arriveranno nei prossimi giorni e settimane, ha affermato il funzionario citato dall’emittente. 

 

Le autorità iraniane potrebbero mantenere il blocco di Internet – in vigore da giorni, in un tentativo di nascondere la feroce repressione delle proteste – almeno fino al nuovo anno iraniano, il 20 marzo. Lo scrive IranWire, citato da Iran international, secondo cui la portavoce del governo di Teheran, Fatemeh Mohajerani, avrebbe detto che l’accesso ai servizi internazionali online non sarà ripristinato prima di Nowruz. 

Secondo IranWire, il blackout, “giunto alla seconda settimana, dovrebbe restare in vigore fino alla fine del periodo di lutto di 40 giorni per quanti sono stati uccisi nelle recenti proteste”. 

 

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