Venezuela, Machado ‘premia’ Trump e gli consegna il Nobel per la pace
(Adnkronos) – La vincitrice venezuelana del Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado ha affermato di aver consegnato la sua medaglia del Premio Nobel per la Pace a Donald Trump alla Casa Bianca. Lo riferisce il sito di Sky News. Il gesto, ha spiegato, è stato motivato dalla riconoscenza per “il suo impegno unico per la nostra libertà”.
La leader dell’opposizione venezuelana ha incontrato oggi, giovedì 15 gennaio, Trump in un vertice durato oltre due oreLo hanno reso noto i giornalisti del pool, precisando che Machado è entrata nella West Wing intorno a mezzogiorno (ora locale) e ne è uscita pochi minuti prima delle 14.30. Machado si è poi diretta a Capitol Hill per incontrare una delegazione bipartisan di senatori.
Machado aveva già espresso la sua gratitudine al presidente statunitense Donald Trump per la cattura di Nicolás Maduro, definendo l’operazione “un giorno in cui si è fatta giustizia” e “un passo enorme per l’umanità, la libertà e la dignità umana”. In un’intervista a Fox, Machado aveva affermato che le sarebbe piaciuto “offrire personalmente il Nobel” al presidente americano. Un sogno finalmente realizzato.
La mancata vittoria del Nobel per la pace è stato un boccone amaro per Donald Trump, che a ogni appuntamento ripete alla stampa di “aver fatto finire otto guerre”. Il suo malcontento era esploso già lo scorso ottobre, dopo la vittoria di Machado: “Il Comitato per il Nobel ha dimostrato che antepongono la politica alla pace”, aveva scritto in un post su X il portavoce della Casa Bianca, Steven Cheung, “il presidente Trump continuerà a fare accordi di pace nel mondo, a porre fine a conflitti e salvare vite”.
Sulla decisione di non conferire il premio tanto ambito a Donald Trump, il presidente del Comitato del Nobel per la pace Jorgen Watne Frydnes aveva chiarito rispondendo ai giornalisti che “basiamo le nostre decisioni unicamente sul lavoro e la volontà di Alfred Nobel”.
Intanto dal Venezuela la presidente ad interim Delcy Rodriguez, ha dichiarato che il suo governo “non teme” uno scontro diplomatico con gli Stati Uniti, che hanno destituito il suo predecessore Nicolas Maduro con un blitz militare lo scorso 3 gennaio.
“Sappiamo che sono molto potenti, sappiamo che sono una potenza nucleare letale”, ma “non abbiamo paura di affrontarli diplomaticamente, attraverso il dialogo politico”, ha affermato Rodriguez, alleata di Maduro e con cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accettato di collaborare a condizione che si attenga alla linea di Washington.
“Abbiamo chiesto al governo degli Stati Uniti di rispettare la dignità del presidente Nicolas Maduro e la dignità e l’integrità della First Lady” Cilia Flores, anch’essa catturata durante l’operazione, ha dichiarato Rodriguez, insediatasi il 5 gennaio ed ex vice di Maduro.
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