I voti azzurri del CdS: Elmas fatica, Lang non c’è

Si gioca tutto di là.
Torna nel blocco centrale, ma i compiti sono di sostegno alla manovra e alla spinta. Un esterno aggiunto.
Cancella Cutrone e spegne Pellegrino.
Duella facile con Ondrejka e si dedica ad alimentare l’assalto disperato della squadra. Impegna Rinaldi di testa.
Parte bene, innescando l’azione del gol annullato a McTominay proprio per la sua partenza in fuorigioco. Presente.
Due passi indietro rispetto a Milano. Come tanti.
Prova a organizzare l’arrembaggio con la solita lucidità, ma il traffico è troppo anche per lui senza spiragli vitali e adeguato sostegno intorno.
Parte fortissimo, con un gol da avvoltoio che gli fa gonfiare il petto. Ma il Var annulla e l’eroe di Milano si sgonfia tra le grinfie di Keita. Pur provandoci fino alla fine.
Non giocava da un mese e non brilla. E attacca poco.
Aumenta la spinta a sinistra incalzando Britschgi e poi sbatte su Delprato.
Parte trequartista e si sposta a tutta fascia destra quando entra Neres. Colleziona un cross dopo l’altro (13), ma misura e lampi non abitano dalle sue parti.
Punta e salta. Il più pericoloso anche al cross.
Circati lo segue alto, altrimenti c’è Britschgi largo. Senza punti micidiali o precisione al cross. E quando scocca un bel tiro in area, centra Cutrone. Non esattamente felice, al cambio. E ci mancherebbe.
Al rientro, si presenta con un tunnel a Ordoñez. Ma sarà l’unico acuto: non è al meglio ed esce dopo mezz’ora.
Una torre sballata e una rovesciata senza criterio al 95’.
Il gigante Troilo è un martello, un’ombra che nel primo tempo riesce a scrollarsi di dosso una sola volta: gran movimento, tiro, pericolo. Partita e incontro: da quel momento saranno solo rimbalzi contro l’argentino e Circati.
Fonte: CfS
