Diversi per fisico, stile e presenza scenica, Romelu Lukaku e Rasmus Hojlund hanno però finito per condividere un ruolo chiave nel progetto di Antonio Conte: quello del centravanti totale. Con una differenza sostanziale. Oggi è il danese a guidare l’attacco del Napoli, mentre l’assenza prolungata di Big Rom non rappresenta più un’emergenza.
Arrivato in estate per tamponare l’infortunio del belga, Hojlund ha rapidamente superato le aspettative. I numeri raccontano una crescita evidente: 9 gol e 2 assist in 23 presenze, a fronte di dati previsionali (xG e xA) più bassi. Una produzione offensiva che, con oltre venti partite ancora da giocare, è destinata ad aumentare sensibilmente.
Se Lukaku nella scorsa stagione aveva stupito soprattutto per la capacità di rifinire il gioco (11 assist, ben oltre gli xA previsti), Hojlund sta mostrando un impatto più dinamico. Non solo finalizzazione, ma maggiore coinvolgimento nella manovra, testimoniato dalle heatmap e dal numero di duelli vinti a partita, superiori a quelli del belga.
Restano differenze evidenti: Lukaku è più efficace nella conversione delle grandi occasioni, mentre il danese deve ancora affinare la freddezza sotto porta. Ma il percorso intrapreso è chiaro e i segnali sono incoraggianti.
Oggi, quindi, il Napoli guarda avanti con fiducia. Il rientro di Lukaku non è più una necessità urgente, ma una risorsa in più. Hojlund si è preso il posto da titolare, grazie al lavoro di Conte e a una crescita costante che fa pensare a un futuro da protagonista.
Dopo Cavani, Higuain, Mertens e Osimhen, il Napoli potrebbe aver trovato un nuovo centravanti su cui costruire il domani.
Fonte: Gazzetta dello Sport
