Taxi, sciopero e proteste: Salvini convoca i sindacati

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(Adnkronos) – Sciopero nazionale dei taxi oggi, martedì 13 gennaio. Un corteo è partito verso le 7 da Fiumicino per arrivare alla Bocca della Verità dove gli autisti hanno parcheggiato i taxi per poi continuare a piedi verso il presidio.  

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Non sono mancati momenti di tensione a Roma, al presidio in piazza Capranica, all’arrivo di Matteo Hallisey, presidente di +Europa e dei Radicali italiani, fortemente contestato dai manifestanti. “Noi volevamo fare delle domande e avere un dialogo, dall’altra parte c’è un muro. Chiunque non sia d’accordo con il dare ancora più privilegi ai tassisti non viene considerato un interlocutore, anzi”, ha dichiarato all’Adnkronos Hallisey. 

Secondo l’Usb l’adesione alla protesta è stata alta su tutto il territorio nazionale. Nel frattempo il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato per domani al Mit “tutte le associazioni” sindacali dei tassisti. “Non ho voluto interferire” perché “è giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare e domani pomeriggio ho convocato tutte le sigle dei taxi al ministero”, ha spiegato il ministro. 

Se all’incontro convocato dal ministero dei Trasporti per domani, alla presenza del ministro Salvini come assicurato nell’incontro di oggi in prefettura, “non ci sarà data una risposta soddisfacente, Usb Taxi è pronta a scendere di nuovo in sciopero non appena sia possibile secondo la legge 146/90”. “Le multinazionali come Uber continuano a macinare utili, ma le differenze di trattamento con i taxi sono evidenti sul piano fiscale e contributivo – denuncia Usb – il governo, che ha preso voti spacciandosi come difensore degli interessi italiani, continua a non fare nulla contro multinazionali e piattaforme: il fatto che Uber sia presente come sponsor principale alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina è esplicativo proprio di come a questi soggetti venga lasciata carta bianca, con tutto quello che ne consegue anche in termini di elusione fiscale”. 

“Fermiamo la concorrenza nel servizio pubblico: Usb Taxi continuerà a mobilitarsi contro le multinazionali, perché quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto”, conclude l’Unione sindacale di base. 

“Ci lascia perplessi che il ministro Salvini abbia convocato al tavolo di domani anche le organizzazioni che sono state critiche sullo sciopero di oggi, al quale non hanno partecipato. Noi siamo comunque aperti e pronti al dialogo e parteciperemo all’incontro”, ha detto all’AdnKronos Massimo Longo di Uiltrasporti. 

“La manifestazione di protesta organizzata da alcuni sindacati di tassisti, che peraltro ha creato tensioni e disordini con lanci di petardi e bombe carta, è fuori dal tempo. Fortunatamente, la maggioranza dei taxi non ha aderito e ormai anche dentro la politica sono rimasti in pochi a difendere chi vuole mantenere lo status quo attraverso atteggiamenti arroganti con l’intento di tutelare una corporazione. Ma i cittadini sono esausti e chiedono un cambiamento: basta guardare a come funziona il servizio di trasporto nel resto del mondo per capire come l’Italia sia rimasta indietro di 30 anni. È una situazione che non può più essere tollerata e che deve trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Servono regole certe e chiare, che però non possono essere dettate dalle corporazioni che hanno come unico obiettivo la difesa dei propri interessi personali. Gli Ncc non vanno attaccati né demonizzati, come vorrebbero alcuni tassisti. Al contrario, è necessario tutelarne le prerogative e consentire loro di operare, e agli utenti deve essere riconosciuto il diritto di scegliere tra servizi diversi, nel nome del libero mercato e della concorrenza, come avviene nelle principali e più moderne città del mondo”. Lo dichiara in una nota Stefano Benigni, deputato e vicesegretario nazionale di Forza Italia. 

“Lo sciopero dei taxisti è paradossale: a creare disagi ai cittadini è una delle categorie più tutelate d’Italia, coccolata dal ministro dei Trasporti Salvini. Altro che lotta alle multinazionali: serve una riforma vera del trasporto non di linea, con una apertura al mercato e alla concorrenza e un servizio decente agli utenti”, ha commentato Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. 

“Il diritto di sciopero è sacrosanto, ma non le modalità della protesta: il caos, gli scontri in piazza, il lancio di petardi e di bombe carta, come avvenuto a Montecitorio, non sono tollerabili”, aggiunge Paita. 

 

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