Tutte le sue polemiche cult di Conte in 15 anni da allenatore
L’espulsione di ieri dopo il rigore concesso all’Inter non è un caso isolato: da Mazzoleni nel 2011 passando per gli arbitri inglesi, l’allenatore del Napoli perde spesso le staffe…

Antonio Conte e gli arbitri, un rapporto non sempre sereno. Anzi. Più volte l’allenatore si è reso protagonista di sfuriate, durante o dopo le partite, che sono diventate celebri. L’ultima è accaduta ieri, durante Inter-Napoli, quando dopo esser stato espulso in seguito al rigore concesso ai nerazzurri, Conte è andato faccia a faccia con il quarto ufficiale Colombo urlando “Vergogna! Dovete solo vergognarvi”. Ma non è l’unico episodio.

Il pareggio che matura a Parma impedisce alla Juventus di sorpassare il Milan in vetta alla classifica. Antonio Conte attacca la direzione arbitrale (Mazzoleni) per non aver concesso ben due rigori ai bianconeri. “Penso che si abbia paura a dare rigori alla Juve e non voglio appellarmi ai singoli episodi. Su Giaccherini e Pirlo le immagini si commentano da sole. L’aria che si respira è che se non si fischia alla Juve non si sbaglia, se si sbaglia a sfavore della Juve non succede niente, vogliamo essere trattati equamente. Perché questo? Basta andare indietro e c’è la spiegazione. Mi dispiace, comincio in cuor mio ad avvertire delle cose che pensavo fossero superate. Non voglio parlare del singolo episodio, ma di una statistica allarmante”. Il dato a cui Conte fa riferimento è un solo rigore concesso in 22 partite.

Il contatto tra De Ceglie e Pulzetti nell’area di rigore del Bologna fa scattare tutta la panchina della Juventus. In particolare Conte, che viene espulso dall’arbitro Banti. Al termine della gara, l’allenatore resta deluso dal provvedimento arbitrale. “Sono rimasto molto sorpreso per la mia espulsione, ma sono cose che capitano e andiamo avanti. Non commenterò l’epi

Stavolta il bersaglio delle sfuriate di Conte è l’arbitro Marco Guida. “È una vergogna. Adesso basta col fair-play, tutti hanno visto che c’erano tre rigori per noi. Il mano di Granqvist, il fallo su Pogba e quell’altro su Vucinic. Senza contare i soli 3′ di recupero. Ma quello che non accetto è un arbitro che mi dice che non se l’è sentita di dare il rigore. tutti hanno visto cosa è successo, pure un cieco avrebbe visto. Il rigore è sacrosanto e posso accettare un errore, ma non ciò che mi ha detto Guida. L’arbitro di porta gli aveva segnalato il rigore, ma lui mi ha detto che non se l’è sentita di darcelo. Questo non è calcio. Se io ascolto determinate cose, vergogna è il minimo che io possa dire. Voglio equità, il rigore era sacrosanto. Avrei accettato che Guida mi avesse detto di non aver visto o di aver sbagliato”. Anche Marotta, all’epoca dirigente bianconero, rincara la dose: “Si sarà sentito in difficoltà perché è di Torre Annunziata, un arbitro napoletano non può dirigere la Juventus”.

La polemica alle volte supera i confini nazionali e arriva fino alla Champions League. “Il Real ha avuto grandissime difficoltà. È stata una partita dolorosa, condizionata da certe scelte arbitrali: non solo l’espulsione di Chiellini, c’era anche un rigore per noi su Vidal. Ora la qualificazione è in salita, ma possiamo fare l’impresa nelle prossime tre partite”.

In Inghilterra accade che Conte perda la pazienza soltanto per un calcio d’angolo non concesso, nella sfida tra il suo Chelsea e lo Swansea. La protesta nei confronti del quarto ufficiale è ritenuta troppo veemente e l’arbitro lo espelle. Conte si sistema qualche fila più indietro rispetto alla panchina, mimetizzandosi tra i tifosi. Oltre alla squalifica di un turno, ha dovuto anche pagare una multa da 8mila sterline.

Conte lamenta il poco recupero concesso dall’arbitro Maresca, poi protesta per un fallo fischiato all’Inter. Il direttore di gara lo ammonisce, le proteste aumentano e si arriva al cartellino rosso. “Sempre tu, anche alla Var, sempre tu” urla l’allenatore all’indirizzo dell’arbitro. Il confronto acceso prosegue anche al termine della partita, con l’espulsione di Oriali, e nel tunnel che porta agli spogliatoi.

L’arbitro concede un rigore al Tottenham, poi dopo la review torna sui suoi passi. “Ho detto all’arbitro, ma col sorriso e senza polemiche, che aveva preso la decisione giusta e poi si è fatto condizionare dal Var. È stato messo in imbarazzo, perché è stato costretto a cambiare una decisione giusta ed è strano. Oggi è difficile accettare gli errori quando ci sono altri arbitri dietro a un monitor. Il pubblico in Inghilterra non ama il Var, mi sembra chiaro e penso che abbiano ragione, perché se queste sono le decisioni è incredibile o non conoscono le regole. È meglio togliere il Var perché è più facile per tutti accettare un errore umano” afferma Conte al termine della partita.

La posizione di Conte non cambia pochi mesi dopo, quando attacca nuovamente il Var, stavolta per la rilevazione millimetrica di un fuorigioco. “Il Var sta facendo molti danni. Voglio vedere se in un altro stadio di un club importante sono pronti ad annullare un gol del genere. Vorrei saperlo. C’è tanta ingiustizia. Non mi piacciono questo tipo di situazioni, non vedo cose positive” dice dopo la partita di Champions League tra Tottenham e Sporting.

Si torna alla scorsa stagione ed è ancora Inter-Napoli. Nonostante il pari ottenuto dagli azzurri, Conte polemizza per un rigore concesso ai nerazzurri per il contatto Anguissa-Dumfries. “Che significa che il Var non poteva intervenire? È un qualcosa che mi fa veramente incazzare: il Var dovrebbe correggere gli errori o valutare situazioni sfuggite alla vista dall’arbitro. Usato così crea solo retropensieri da parte di tutti… Se c’è un errore, come nel caso del rigore concesso, il Var deve intervenire, non confermare la decisione (sbagliata) dell’arbitro. E deve valere per tutti, non solo quando avviene contro di noi”. Il designatore Rocchi richiama alla calma: “Bisogna cercare di essere più riflessivi, perché serve rispetto”.
Fonte: Gazzetta
