Francesco Moriero, ex calciatore e doppio ex di Napoli e Inter, avrà questa sera il cuore diviso a metà mentre guarderà la partita. L’ex centrocampista è stato intervistato nell’edizione odierna de “Il Mattino“.
Ecco le sue parole:
«Sono due pezzi di cuore. L’Inter è il club che mi ha lanciato nel grande calcio, che ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di esprimermi a livelli alti».
«Beh, Antonio è un fratello per me. Siamo cresciuti insieme da Lecce in poi. È per questo che gli auguro sempre il meglio».
«Inutile girarci troppo attorno: Antonio è uno dei migliori allenatori che ci sono in circolazione».
«È vero, l’Inter forse è la squadra più forte in questo momento in Italia e gioca molto bene e sta comandando il campionato ma la strada per lo scudetto è ancora molto lunga».
«Una rincorsa da parte del Napoli perché Antonio non mollerà assolutamente ed ancora è tutto molto aperto. Credo che lo scudetto si deciderà solo nelle ultime 4-5 partite. D’altra parte lo scorso anno andò esattamente in questo modo. Equilibrio duraturo e scatto finale».
«Veniamo entrambi da una scuola importante che è quella di Carletto Mazzone. Oggi che anche io faccio l’allenatore, Conte è certamente un mio punto di riferimento anche tattico. Ha idee molto valide e molto belle , ma come dice giustamente lui stesso: la differenza la fanno i calciatori. Avere quelli più forti ti aiuta sempre a vincere o almeno a essere più competitivo degli altri».
«Se avesse la fortuna di avermi nel suo Napoli farei certamente il tornante come sempre ho fatto nella mia vita da calciatore. Anche se ora non esiste più quel tipo di giocatore, si chiama quinto di difesa ma io avevo caratteristiche molto offensive. Ma sicuramente gli darei una bella mano sulla fascia».
«Siamo come fratelli, non abbiamo bisogno di darci appuntamenti. Anche perché ci sentiamo spesso al telefono. D’estate ci vediamo al mare e ricordiamo tutte le cose belle che abbiamo fatto insieme».
«Non è stata felice, anzi la ritengo una grande occasione mancata».
«Venivo dall’Inter e c’erano grandi aspettative, ma a causa di un grave infortunio al ginocchio seguito da altri acciacchi di varia natura non ho potuto dare quello che avrei voluto. D’altra parte giocare nello stadio di Maradona è il sogno di tutti i calciatori».
Oggi allena in Albania…
«Sono alla guida del Flamurtari a Valona e qui il campionato è molto in crescita. Mi piacciono queste esperienze perché mi permettono di imparare cose nuove e mettermi sempre in discussione. Vogliamo raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati a inizio campionato».
