CdS Campania – “TROPPI ERRORI”. Un mix di torti e colpe fermano gli azzurri, trasferta determinante

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C’è qualcosa che non Var

 

 

Il Verona la sblocca con Frese, poi Orban raddoppia dal dischetto McTominay la riapre, cancellato il 2-2 prima a Hojlund e poi a Scott Avvio shock, un rigore viziato, due gol tolti

 

 

Di Lorenzo evita il ko ma sono 2 punti persi

 

 

 

So ltanto domenica si capirà se sarà giusto parlare di fatal Verona napoletano, ma per il momento l’ombra di una nemesi storica che fa felice non una ma ben due milanesi è lunga e larga. Il Napoli si ferma sul più bello alla prima senza Neres, dopo quattro vittorie consecutive e casualmente a quattro giorni dallo scontro diretto con l’Inter a San Siro: 2-2 il finale in doppia rimonta firmato da McTominay e Di Lorenzo, dopo un primo tempo scioccante legittimato dall’Hellas con un micidiale uno-due firmato in undici minuti, tra il 16′ e il 27′, da Frese di tacco e da Orban con un rigore molto contestato e concesso al Var per un fallo di mano di Buongiorno: il tocco con il pugno c’è, ma prima c’è un fallo di Valentini su di lui nel duello aereo. Il tutto, davanti agli occhi del designatore Rocchi, spettatore in tribuna: nuvole ovunque, in cielo e in terra. Nel secondo tempo, sull’1-2, annullati sempre al Var anche un gol a Hojlund per un fallo di mano contestato da tutti, Conte compreso, e un altro a McT per fuorigioco di Rrahmani. Una serata folle, difficile da decifrare: non è facile capire se il Napoli abbia guadagnato un punto con una super reazione di cuore dopo aver inspiegabilmente regalato un tempo al Verona, oppure se ne abbia persi due tra mille rimpianti. E ancora: dopo le prestazioni superbe in Supercoppa, a Cremona e con la Lazio, la trasfigurazione dell’avvio contro un avversario in crisi resta inspiegabile come quelle di Udine, Eindhoven e Torino. O forse può essere raccontata attraverso le mille difficoltà affrontate da mesi sotto forma di infortuni (ieri nove assenti). La cronaca, però, è cruda e pericolosa: in attesa del Milan, momentaneamente agganciato al secondo posto con 38 punti, non resta che ammirare lo scatto dell’Inter, da ieri a +4. Ancora il quattro: il simbolo di un vantaggio in classifica forse insperato che agevola i nerazzurri alla vigilia dello scontro diretto. Con in tasca un piano di fuga vera.  

 

Fonte: CdS

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