Napoli, sei anni più tardi: a lui lo scettro della mediana

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Senza te o con te. No, non siamo a Sanremo e non siamo tornati al ’98. Ma nella testa di Antonio Conte spesso il motivo ritorna. Soprattutto ripensando alla prima parte delle stagione complicata dalle numerose defezioni. Tra tutte le assenze ce n’è stata una che ha inciso più delle altre: quella di Stanislav Lobotka, capace di lasciare un segno evidente sull’equilibrio della squadra.

 

È arrivato in azzurro nel 2020, ma nulla sembrava così scontato. Sei anni più tardi, lo scettro della mediana è tutto suo. Anche quello della città: con la compagna Simi, come si legge su Il Mattino, vive il centro, cena spesso nei salotti buoni, non disdegna autografi e foto con i fan. Un ciclo incredibile, fatto di due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa. Vittorie messe tutte in fila. Ma ha saputo trasformarsi, cambiare volto soprattutto, mettendosi a disposizione di tutti gli allenatori che sono passati da Napoli. Così quando è arrivato Conte ha immediatamente capito quello che sarebbe servito alla nuova squadra che stava crescendo.

Factory della Comunicazione

Il Napoli che ha chiuso la scorsa stagione al primo posto lo ha fatto soprattutto grazie a una difesa di ferro, la migliore d’Europa. E lui, pur da centrocampista, ne è stato il volto: con Lobotka in campo i gol subìti dal Napoli sono in media 0,7 per partita, cifre che schizzano verso l’alto quando lo slovacco non è a disposizione di Conte in questa stagione: 1,7 per gara quando non c’è. Una enormità. A Cremona ha sfiorato il 90% di passaggi completati, ma soprattutto ha vinto tutti gli uno contro uno che ha avuto a disposizione.
Il suo ritorno in campo a Udine non era bastato, ma poi a Riad ha fatto la differenza. E infatti: da quando è tornato, il Napoli ha tenuto immacolata la sua porta. Un caso? Chiedetelo a Conte. Che, pur apprezzando le qualità di Gilmour, non ha mai messo in dubbio le gerarchie di questa squadra. Lobotka avanti e tutti gli altri a inseguire. Il mercato si è fatto sentire nelle ultime finestre, echi lontani di ricche sirene non solo europee avrebbero potuto dare fastidio. Ma per il club, Stanislav non si muove. Almeno per quest’anno. Non è possibile immaginare un Napoli vincente senza di lui.
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