Il Mattino ha analizzato le problematiche legate alla doppia competizione. La rosa ridotta all’osso potrebbe essere uno dei motivi di questa difficoltà.
“Due a mio avviso le osservazioni che si possono fare. La prima è che con una panchina così corta (ieri addirittura essa ospitava un calciatore di cui ignoravo l’esistenza) non è possibile pensare di tenere ogni tre giorni il ritmo tenuto con Atalanta, Roma e Juventus. È inevitabile che si registri un calo. Oggi il calcio si gioca in 16 con gli uomini della panchina capaci di ribaltare una prestazione. E per essere tali devono essere di pari qualità, se non appena un briciolo sotto, quelli dell’undici titolare. Ma con 7 assenti il Napoli questa forza non ce la ha. E forse non ce la può avere. Prescindendo dalla genesi e dalla responsabilità degli infortuni. Pertanto non me la sento mi buttare la croce addosso ai calciatori. O al tecnico. Conte certamente avrà avvertito come Mourinho aveva apparecchiata la partita. Facendo convergere i due esterni in mezzo al campo per guadagnare una netta superiorità numerica in quella zona. Ma gli mancavano gli strumenti (cioè i calciatori) per abbozzare una sia pur minima contromossa.
La seconda osservazione riguarda un dato statistico. È vero che non tutto dicono le statistiche. Ma i numeri sono numeri e qualcosa chiara la dicono sempre. In fondo quando si è trattato di difendere Conte da accuse infondate e maligne il primo argomento che abbiamo usato è stato: guardate il suo curriculum prestigioso che parla da solo. Quello stesso curriculum ci dice però che nelle coppe europee, anche disponendo di squadre molto forti, Conte è sistematicamente soccombente. Sarà perché in vetta ai suoi desideri vi è sempre il campionato. Sarà perché la sua forza è preparare il piano gara in ogni dettaglio e contro le squadre italiane, a lui ben note, riesce più facile che non contro le squadre straniere che evidentemente conosce di meno. Ma queste sono soltanto ipotesi. E non so nemmeno quanto fondate. Resta però il dato statistico. Conte regge male la doppia competizione.”
