Nel Napoli di Conte la parola chiave è una sola: emergenza. E il caso di McTominay è emblematico. Pur non essendo al meglio e dopo settimane senza mai tirare il fiato, il centrocampista ha stretto i denti per tutti i 97 minuti, incarnando lo sforzo collettivo di una squadra che sta andando ben oltre le proprie possibilità fisiche. Avrebbe bisogno di riposo, forse più di chiunque altro, ma il reparto mediano è decimato e le alternative praticamente inesistenti.
Dal 22 novembre in avanti, diversi giocatori sono stati costretti agli straordinari: Milinkovic e Beukema hanno collezionato sei presenze consecutive dal primo minuto, comprese quelle in Coppa Italia; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera, McTominay, Neres, Lang e Hojlund hanno giocato cinque gare su cinque. Elmas sta provando a tamponare l’assenza di Lobotka, ma non è un regista naturale, e la coperta resta cortissima.
Il tempo, intanto, continua a correre: tra due giorni il Napoli è di nuovo in campo a Udine. Conte spera di recuperare almeno Gutierrez, l’unico dei sette infortunati che potrebbe rientrare. Il messaggio è chiaro: per restare in piedi servono energie nuove, ma per ora la squadra può contare soltanto sulla propria capacità di resistenza.
Fonte: Corriere dello Sport
