“Il Napoli non regalerà nulla all’Inter, Conte ha energia da vendere”
Walter Sabatini, intervistato da Il Mattino, tira un bilancio meno negativo di quanto i risultati invece hanno sentenziato (sopratutto in Champions), e prevede un avvincente testa a testa tra Napoli ed Inter. Di seguito il suo intervento riportato sul quotidiano:
Direttore, perché in Champions le cose sono andate cosi male per le italiane? Solo sfortuna?
«Nulla di gravissimo, se non per il ranking che ci vede in ritardo. Purtroppo siamo andati a giocare queste partite da dentro o fuori in un momento in cui le squadre italiane erano in debito d’ossigeno. Soprattutto l’Atalanta. Purtroppo non ci ha fatto bene questo rendez vous in Europa. Non è una questione di sorte, ma di condizione. Siamo arrivati alle partite decisive in condizioni precarie. Mi dispiace tanto, sognavo l’impresa dell’Atalanta come anche per il Milan o per la Juventus».
«Nulla di gravissimo, se non per il ranking che ci vede in ritardo. Purtroppo siamo andati a giocare queste partite da dentro o fuori in un momento in cui le squadre italiane erano in debito d’ossigeno. Soprattutto l’Atalanta. Purtroppo non ci ha fatto bene questo rendez vous in Europa. Non è una questione di sorte, ma di condizione. Siamo arrivati alle partite decisive in condizioni precarie. Mi dispiace tanto, sognavo l’impresa dell’Atalanta come anche per il Milan o per la Juventus».
Parliamo del campionato italiano, invece: comanda il Napoli rincorre l’Inter e tra due settimane c’è lo scontro diretto al Maradona: sarà decisivo?
«Solo se vince il Napoli. In ogni caso gli azzurri sono stati protagonisti di una rivoluzione quest’anno. La rivoluzione l’ha portata Antonio Conte. L’allenatore è stato l’artefice della costruzione – o della ricostruzione se volete – della squadra».
Tre pareggi di fila sono segno di un calo?
«Intanto vale il discorso fatto per tutte le italiane che come detto sono in affanno. E comunque, se il Napoli ha rallentato, lo ha fatto anche l’Inter e questo per gli azzurri non ha prodotto effetti particolarmente negativi. Nel Napoli c’è grande fiducia e autostima: si è creato un grande feeling tra calciatori e allenatore e sarà bellissimo vederli giocare ed anche vincere fino alla fine. Anche se bisogna riconoscere all’Inter dei vantaggi».
Che genere di vantaggi?
«La squadra di Inzaghi è molto forte, fortissima. Sarebbe facile dire Inter per il tricolore, ma il Napoli non regalerà nulla e se i neroazzurri vogliono lo scudetto dovranno andare a mille perché il Napoli non mollerà di un centimetro».
«La squadra di Inzaghi è molto forte, fortissima. Sarebbe facile dire Inter per il tricolore, ma il Napoli non regalerà nulla e se i neroazzurri vogliono lo scudetto dovranno andare a mille perché il Napoli non mollerà di un centimetro».
Come giudica i nuovi innesti del Napoli?
«È vero: non è stato rimpiazzato un campione come Kvara. Ma un giocatore non determina le fortune di una squadra. E comunque se Neres sta bene è un sostituto meraviglioso. Bisognerà provare a mantenere integra la rosa che in questo momento ha pagato qualche infortunio di troppo».
«È vero: non è stato rimpiazzato un campione come Kvara. Ma un giocatore non determina le fortune di una squadra. E comunque se Neres sta bene è un sostituto meraviglioso. Bisognerà provare a mantenere integra la rosa che in questo momento ha pagato qualche infortunio di troppo».
Si aprirà un ciclo con Conte all’ombra del Vesuvio?
«Affinché si apra deve essere battezzato con una vittoria. Vedo una forte empatia tra Conte, la squadra e l’ambiente. Prevedo stagioni molto belle per il Napoli. Conte ha energie da vendere. L’importante è che parta e che decolli con un risultato importante: non solo lo scudetto, ma anche il secondo posto o la Champions sono risultati di spessore e prestigio».
«Affinché si apra deve essere battezzato con una vittoria. Vedo una forte empatia tra Conte, la squadra e l’ambiente. Prevedo stagioni molto belle per il Napoli. Conte ha energie da vendere. L’importante è che parta e che decolli con un risultato importante: non solo lo scudetto, ma anche il secondo posto o la Champions sono risultati di spessore e prestigio».
