L’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino ha rilasciato una lunga intervista alla “Gazzetta dello Sport”. Incalzato dalle domande di Antonio Giordano, l’ingegnere ha parlato della lotta Scudetto vedendo alcune analogie tra quella che vede protagonista il Napoli di Antonio Conte con quelle che, invece, ha affrontato il suo Napoli. Non mancano dei riferimenti all’episodio del calcio di rigore assegnato all’Inter dall’arbitro Mariani. Ecco le parole di Ferlaino:
“Ingegnere, Napoli e Inter, come nel 1988-89.
“Io ancora rosico per quello scudetto e pure per lβaltro, quello della stagione precedente. Ma quando vinsero i nerazzurri, ricordo ancora la classifica: primi furono loro, secondi noi, terzo il Milan e quarta la Juventus. CosΓ¬, in fila”.
Sfidava il potere e ci si infilava in mezzo.
“Avevo Maradona e una grandissima squadra. Ci rifacemmo nel β90. Fu una sottile vendetta”.
Napoli e Inter non se le mandano a dire.
“Ci sta, appartiene alle regole non scritte del gioco. E comunque Γ¨ stato meglio mettere in chiaro che quel rigore fosse assai dubbio”.
Al centro del ring, Conte e poi De Laurentiis hanno sistemato il Var e lβutilizzo che se ne fa.
“Avercelo ai miei tempi! Come si fa adesso a sbagliare, con a disposizione la tecnologia?”.
Per Marotta Γ¨ stato giusto concederlo.
“Non mi scandalizza che lo pensi. Ognuno vede alcune situazioni a modo proprio. Alla fine Calhanoglu lβha sbagliato, bene cosΓ¬, anzi benissimo”.
Dichiarazioni che sanno di βstrategiaβ, da una parte e dallβaltra.
“Appartiene alle dinamiche del calcio. Ma adesso cβΓ¨ assai meno politica rispetto ai miei tempi. Io ero Consigliere Federale, sedevo alle riunioni al fianco di Boniperti e del capo degli arbitri”.
E parlava poco.
“Comprendo De Laurentiis, che ha voluto far sentire al suo allenatore la propria presenza”.
Gli arbitri di oggi e quelli di ieri…
“Lo Bello, per fare il nome del piΓΉ grande di tutti, faceva quello che voleva. E tanto per citarne un altro di uno spessore enorme, pure Casarin. Qualsiasi cosa decidessero, non cβera nessuno che provasse a contestarli. Ma io penso che il Var sarebbe piaciuto anche a loro”.
Per tornare a Napoli e Inter, eravate ben dentro un braccio di ferro…
“Il nemico giurato, se vogliamo una definizione forte e comunque limitata al campo, era diventato il Milan di Berlusconi. Poi cβera la Juventus”.
Il Napoli era il contro-potere.
“Ma ci siamo difesi benissimo, direi. Anzi, li abbiamo attaccati: due scudetti, la Coppa Italia, lβUefa, una presenza sempre autorevole tra le grandi”.
Come finisce stavolta?
“Ho chiamato il Padreterno, non mβha saputo rispondere”.
Ci provi lei…
“Mi piacciono tante cose di questa squadra, che Γ¨ solida, concreta, piena di calciatori importanti e con una figura dominante: lβallenatore. Prendere Conte Γ¨ stata la migliore scelta che De Laurentiis potesse fare”.
Sempre innamorato di Kvaratskhelia?
“Salta lβuomo, vede la porta, propone assist, diverte. Γ un calciatore che ti conquista”.
Non rientrava tra gli spasimanti di Lukaku, una volta.
“Ma non indossava la maglia del Napoli. Ora certo che mi piace, non scherziamo”
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