Le 500 cupole di Partenope: a volte basta cambiare prospettiva
Finalmente, da marzo 2026 è possibile accedere al terrazzo del Duomo cittadino ed è possibile scorgere le meraviglie della città di Napoli. Dal terrazzo del Duomo, Partenope cambia volto. Non è solo un panorama: è una rivelazione. A 40 metri d’altezza, lungo il nuovo percorso “500 Cupole “, inaugurato alla fine dello scorso mese, si apre una distesa di tetti, campanili e cupole che disegnano la mappa emotiva e architettonica del centro storico.
Un mosaico fitto, quasi ininterrotto, che racconta secoli di fede, arte e stratificazioni urbane. Questa parte, rimasta chiusa per decenni e oggi finalmente accessibile, grazie al progetto del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, conduce i visitatori attraverso spazi prima invisibili: la Cappella degli Illustrissimi, antichi corridoi interni, terrazze nascoste. Da un lato il Vesuvio, dall’altro Spaccanapoli che taglia la città come una lama di luce. In mezzo, quasi 500 Cupole che emergono come punti dorati, testimonianza delle innumerevoli chiese del centro storico.
Durante l’inaugurazione, il cardinale Mimmo Battaglia ha invitato a “ragionare dal tetto in su”, ricordando che a Napoli Dio è sempre stato “un vicino di casa”.
E, in effetti, dall’alto, la città sembra respirare: ferite, speranze, contraddizioni, tutto è lì, visibile e sincero. Il sindaco Gaetano Manfredi ha parlato di un progetto che restituisce le identità e la memoria alla comunità. Non un semplice belvedere, ma un nuovo modo di leggere Napoli. Il percorso nasce all’interno del grande progetto UNESCO dedicato al centro storico. Non è solo un restauro, è un’operazione culturale che rimette in circolo spazi dimenticati, riapre camminamenti, valorizza cappelle e ambienti rimasti chiusi per anni. E, soprattutto, crea opportunità. Formazione e lavoro, nuove competenze per i giovani coinvolti nella gestione, un modo concreto per far dialogare patrimonio e futuro.
Guardare Napoli dall’alto è come leggere un libro con le pagine finalmente in ordine. Le Cupole diventano coordinate, indizi, tracce di una città che ha sempre vissuto in verticale, tra cielo e pietra. Dal terrazzo del Duomo tutto si ricompone: il Golfo, il Vesuvio, il Vomero, la Sanità, le chiese che punteggiano ogni isolato. E’ una fotografia potente, quasi una mappa emotiva della città.
Il percorso “500 cupole” è aperto tutti i giorni, su prenotazione, e ha tutte le carte in regola per diventare uno dei nuovi simboli della città contemporanea. Una città che continua a guardarsi dentro, ma che ora ha imparato anche a guardarsi dall’alto. Perché a volte basta cambiare prospettiva per capire davvero dove siamo e chi siamo.
Ludovica Raja
