La gara di Parma non può non evocare le forti emozioni dello scorso 19 maggio, quando il Napoli si cucì virtualmente lo scudetto sul petto.
Si è giocato alle ore 15 allo stadio “Tardini” la sfida tra i padroni di casa del Parma e il Napoli, valida per la trentaduesima giornata di campionato di Serie A. I ducali di mister Carlos Cuesta, giovane spagnolo a cui pochi addetti ai lavori hanno dato credito a inizio stagione, stanno disputando un bel campionato fatto di regolarità e concretezza e sono con pieno merito piuttosto lontani dalla zona retrocessione.
I partenopei di Antonio Conte dopo le cinque vittorie consecutive, di cui l’ultima entusiasmante contro il Milan, stanno in tutti i modi cercando di riaprire una lotta scudetto che poche giornate fa sembrava assolutamente chiusa e scontata.
Alla fine la conclusione a giro dopo 35 secondi di gioco mette il Parma nelle condizioni migliori di difendere e non basta la rete di Mc Tominay a ribaltare l’inerzia.
TOP
Mc Tominay– Scott-Lobotka-Rrhamani. Questi sono i tre calciatori più importanti del Napoli. Gli altri restano intercambiabili e non così decisivi. Ma Conte si ostina a schierarlo in una posizione in cui non può sfruttare la sua capacità di inserimento e tiro da fuori. Sarà un caso ma un minuto dopo l’uscita di Anguissa e il suo abbassamento a centrocampo lui segna.
Lobotka– Novantaquattro minuti a far girare il pallone a destra-sinistra-dietro-avanti per far capire che il Napoli l’anno prossimo può rinunciare a tutti tranne che al suo talento. IMPRESCINDIBILE…
Alisson– Una follia di Antonio Conte lasciargli solo trentacinque minuti e invece che novantacinque. Contro un Parma schiacciato per 94 minuti, lui accelera e attacca a prescindere. Inizia con una conclusione in fallo laterale, ma finisce con un tiro che mette in difficoltà il portiere dei ducali.
FLOP
Juan Jesus– Questo ragazzo meriterebbe un applauso per quante toppe ha messo in questi anni, ma dopo 35 secondi commette un errore da ragazzino insicuro della scuola calcio. Va nel pallone per tutto il primo tempo finché per sua fortuna non esce nell’intervallo.
De Bruyne– Questo ragazzo ha coronato una carriera fantastica, fatta di successi e magie pazzesche. La cronaca però ci restituisce un calciatore che a Napoli, alla 32 giornata di campionato, non si è vista alcuna giocata meravigliosa. Sia ben chiaro, cose importanti e gol pesanti ne ha fatti. Però non ha mai incantato la piazza, che lo esalta sulla fiducia. Mi viene in mente l’allenatore più vincente del calcio italiano, Carlo Ancelotti, che al secondo anno da tecnico del Napoli oscillava tra il decimo e dodicesimo posto. SPIACE DIRLO MA IL NOSTRO DOVERE E’ GIUDICARE LE SUE PRESTAZIONI QUI. E ieri la sua gara è stata pessima.
Hojlund– Oggi è il tempo delle riflessioni da parte del sottoscritto e mi va di farle a voce alta. SIAMO SICURI CHE IL DANESE SIA IL CENTRAVANTI GIUSTO PER IL NAPOLI DEL PRESENTE E FUTURO? Parma è solo l’ultima tappa di tantissime gare contro avversari mediocri in cui lui non tocca palla. Non mi va bene la scusa che sia isolato perché oggi si è giocato 94 minuti in area degli emiliani. Ok la sponda in occasione del pareggio, ma dieci reti in una trentina di partite sembrano davvero pochini. Per fare un paragone con Malen, ha segnato undici reti nella metà delle gare ed è costato la metà del danese. Va detto che l’età potrebbe aiutarlo a maturare, ma Hojlund oggi è davvero poco cattivo sotto porta.
“Top & Flop Parma-Napoli” è a cura di Marco Lepore
RIPRODUZIONE VIETATA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE
