Gravina: “Volevo farmi da parte già prima dei playoff”

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Si fanno nomi, ipotesi, proposte. Occorre una rivoluzione? O soltanto una serie di riforme? Quel che è certo è che, dopo l’ennesimo naufragio, occorre una scossa e la relativa ricostruzione. Gabriele Gravina, ex Presidente della Figc, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera: “Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perché non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione. Riduzione del numero di squadre? Assolutamente sì. Negli ultimi anni ho presentato alle componenti diverse proposte di riforma, ma fino a quando esisterà il cosiddetto diritto d’intesa, che è un vero e proprio diritto di veto, non ci potrà essere una riduzione con una conseguente riorganizzazione dei campionati. Quando parlo dell’aiuto che la politica può offrire al calcio, mi riferisco anche a questo: dare indicazioni al Coni affinché venga eliminato questo blocco nel nostro sistema di regole. Rischio che l’Italia perda Euro 2032 per le criticità degli stadi? Sapevamo di partire con forti criticità, ma l’Europeo insieme alla Turchia, che rivendico come un grande successo della mia presidenza, serviva proprio da stimolo per riportarci a livello internazionale. I ritardi nella nomina del commissario e il mancato sostegno economico da parte del Governo non hanno generato l’accelerazione auspicata. Però non mi arrendo: nel mio ruolo di vicepresidente Uefa continuerò a lavorare affinché si concretizzi questa grande opportunità per l’Italia”.

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