L’ex attaccante del Palermo Fabrizio Miccoli ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha raccontando l’amore calcistico che provava nei confronti di Diego Armando Maradona che vide dal vivo in un Lecce-Napoli: “
La prima volta che vidi Diego…Come se avessi visto Gesù Cristo. Mi colpì perché era altruista, giocava più per gli assist che per i gol. Volevo essere come lui. Ero in macchina quando ho saputo della sua morte. Accostai, restai fermo e muto per dieci minuti. In una cassetta di sicurezza conservo l’orecchino che la Finanza gli sequestrò all’aeroporto di Roma. Lo comprai all’asta per 25mila euro. Non l’ho mai portato, avrei voluto restituirglielo. Il tatuaggio di Che Guevara l’ho fatto perché ce l’aveva anche lui”.
A Palermo come Maradona a Napoli. L’ex calciatore di Perugia, Juventus, Palermo, Benfica e Lecce ha poi raccontato come si sentiva nel periodo in cui vestiva la maglia dei rosanero. Fu proprio in quel periodo che iniziarono i guai grossi per Miccoli: “Dovevo essere più accorto. Mia moglie lo diceva: ‘Attento a chi frequenti’. Mi sentivo come Maradona a Napoli, pensavo di essere al di sopra di tutto”
