De Laurentiis: “Misi dei soldi sul tavolo ma non sapevo da dove iniziare”

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Lunga intervista della CBS Sports al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. In occasione della premiere del film Ag4in a Los Angeles, il numero 1 del Napoli è stato intervistato dal giornalista Marco Messina, in una chiacchierata con tantissimi spunti calcistici e non. Queste le sue parole riportate da Tuttonapoli:

 

 

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Com’era lavorare con Maradona? Avete mai pensato di fare un film con lui?
“Quando ero lontano dal calcio, negli anni 90 alcuni scrittori sono venuti da me e mi hanno detto “vuoi fare un film sui tifosi? “. Ho detto che non sapevo niente sul calcio, ma se la trama mi avesse convinto e se avessi avuto Maradona, l’avrei fatto. Cosi ho chiamato e lui venne, fu fantastico. Quando ci siamo visti mi ha raccontato tutta la sua storia, con sua moglie, e fu cosi per 3 giorni, fu fantastico. Lo abbiamo fatto protagonista di un film ma non girato a Napoli, abbiamo inventato uno spazio falso che sembrava Napoli, altrimenti non avremmo girato nulla in città”.

 

La storia di come hai acquistato il Napoli è stupenda. Puoi descriverla?
“Ero a Los Angeles, stavo girando un film con diversi attori importanti era il 2004. E come sempre in alcuni momenti, mi sono detto che avevo bisogno di 3 settimane di vacanze estive, era Agosto e andai a Capri. Quando sono arrivato a Capri, mi hanno portato un quotidiano e vidi che un ragazzo stava comprando il Napoli per 5 milioni di euro. Comprare il Napoli? Ma come? Allora chiesi ad un ragazzo e mi disse: “il Napoli non esiste più! Sono andati in bancarotta! Vuoi comprarlo mi dissero? Dissi calma…calma. 

Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline dissero “ma sei pazzo? Non sai niente sul calcio!” Cari amici, sono un uomo di business, è una nuova avventura, molto divertente. Misi dei soldi sul tavolo ma acquistai solo un pezzo di carta, non c’erano i giocatori! Non esisteva più niente! Non sapevo da dove iniziare.

La federazione mi disse che siccome ero io, dovevo iniziare dalla Serie C, non dalla Serie A. Praticamente iniziammo con un profondo viaggio nel sud Italia…l’inizio fu terribile: ho passato ore chiuso negli spogliatoi degli stadi perché la gente voleva aggredirmi! Loro non erano mai stati in serie C. È stato molto difficile, ma per me è stato come il migliore film della mia vita. Ci abbiamo messo 3 anni per tornare in Serie A ma finalmente risalimmo. Ero molto sollevato e fiero di me stesso, perché senza capire niente di calcio, piano piano con umiltà ho iniziato a capire piano piano e abbiamo avuto successo! Siamo stati l’unico team a partecipare per 15 anni consecutivi alle competizioni europee. Oggi la relazione con i tifosi è fantastica, sono tantissimi!

 

Se torniamo indietro nel 2004, avresti mai pensato di festeggiare due scudetti?
“E stato difficilissimo, il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo! La nuova generazione è velocissima, sono cresciuti con i telefoni, loro hanno la passione ma non la pazienza! Loro non riescono a vedere una partita per 2 ore davanti al televisione, se vengono allo stadio si..ma davanti alla Tv no! C’è solo uno stupido intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25′ e 25′ consecutivi con il tempo effettivo come nel basket! Oggi nel calcio gli arbitri decidono quanto recuperare, io lotto con la FIGC perché quest’arbitro non era bravo, quello fa così, l’altro fa così…è un’anarchia! Non è buono, per lo sport soprattutto! Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone.

Come gli agenti che sembrano i proprietari del calcio! Stronzate! É poco corretto. Gli agenti sono persone che offrono un servizio, non sono i padroni. Gli agenti chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono!”.

 

Quindi se potessi fare un cambio, ridurresti il tempo di gioco?
“Nel 1986 eravamo solo 16 squadre in Serie A, poi siamo diventati 20, ma anno per anno il numero delle partite è esploso. Perché ognuno vuole una medaglia! La UEFA vuole fare più soldi, così fa competizioni più lunghe, poi dopo l’arrivo del Re infantino abbiamo fatto il mondiale per club! I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti si suicidano! Puoi farlo per una stagione ma come possono resistere? Modric ha 40 anni, è un giocatore fantastico ma se gli dici: Caro Luka, vuoi giocare 70 partite all’anno? Direbbe: assolutamente no!”.

 

Quindi credi che debba essere cambiato l’intero sistema?
“Numero 1, i soldi guadagnati dovrebbero essere dei club non della federazione! Questa è la prima distinzione da fare, perché UEFA fa troppi soldi e anche la FIFA. Loro dicono si ma noi distribuiamo ma non è cosi! Loro mentono! Non dicono la verità!”.

 

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