Movimenti e moduli: come cambia il Napoli
Dopo aver definito la struttura di base, è però nei dettagli che si capisce davvero la trasformazione del Napoli. Nel calcio, del resto, gli schemi sono fatti per essere rotti: non è una questione di ruoli definiti, piuttosto di occupazione degli spazi, movimenti, rotazioni. In quest’ottica, considerando che McTominay ha sempre recitato un ruolo più offensivo sin dall’alba dei Fab – partendo anche da sinistra per poi venire dentro il campo – la mutazione tattica ha investito soprattutto De Bruyne: da aiuto regista e appoggio della punta in posizione centrale a trequartista di destra.
Finora, come scrive il CdS, con lui in campo, quattro vittorie su quattro: e se contro il Torino la storia era già ben indirizzata, gli effetti del suo calcio sono stati ben visibili contro il Lecce e il Cagliari. Lunedì con il Milan, invece, re Kevin e McTominay non sono riusciti a esprimere il meglio del repertorio un po’ per la buona interpretazione del Diavolo in fase difensiva, un po’ per la mancanza di un punto di riferimento come Hojlund, bravo sia spalle alla porta sia, e soprattutto, nell’attacco della profondità.
