“Al nostro Napoli mancava un incursore come McTominay”, Crippa a Il Mattino
Massimo Crippa, ex calciatore del Napoli, ha parlato in un’intervista a Il Mattino, a due giorni dalla gara degli azzurri al Tardini contro il Parma.
“Parma-Napoli è una crocevia. Di punti, di futuro, puro di cuore per chi come Massimo Crippa è stato simbolo da una e dall’altra parte.
«Sarà decisiva. Ricordate un anno fa?» Difficile dimenticarla. Uno 0-0 con orecchi e nervi tesi a chilometri (non così tanti) di distanza, a un Inter-Lazio che avrebbe deciso la storia azzurra insieme alla firma di Pedro. Oggi, a quasi un anno di stanza, il Tardini rischia di essere ancora una volta una location da ricordare, pieno zeppo di colore azzurro quasi autoctono per spingere ancora una volta la squadra di Conte verso un obiettivo-chimera che sembrava follia appena qualche giornata fa.
Cosa lasciare i tre punti conquistati con il Milan? «Non una partita bellissima, ma la prova e la consapevolezza di un Napoli bravo sempre quando sono gli episodi a decidere».
La rimonta sembra essere l’unico pensiero dei tifosi. «È giusto pensarci, ma 7 punti restano quasi un abisso. Il destino di questo campionato è ancora nelle mani dell’Inter. Certo, se dovesse fare un passo falso…»
Come potrebbe essere una di quelle gare-trappola per tutti? «Sì, anche per l’Inter. Non sarà una passeggiata. Con una vittoria contro i nerazzurri Fabregas confermerebbe la bontà della sua direzione, di questo progetto tecnico e anche di meritare a tutto tondo la qualificazione in Champions League».
A proposito di nuova generazione: dopo Cesc, c’è Cuesta. «Mi è piaciuto molto in questa stagione, il Parma ha proposto spesso cose interessanti e ha impensierito tante big. Giocando spesso anche con una squadra giovane nel suo complesso. Per gli azzurri non sarà facile».
Sarà la giornata decisiva della Serie A? «Sicuramente. Anche per una questione di orari: se il Napoli dovesse fare bottino pieno alle 15.00, metterebbe un bel po’ di pressione alla squadra di Chivu che scende in campo più tardi. In caso contrario, ovviamente, si potrebbero già mandare i titoli di coda dello scudetto».
Quale sarà l’aria dello spogliatoio azzurro? «Conte deve preservare i suoi da pressioni inutili. Anche perché il Parma vuole portarsi a casa una vittoria per rinsaldare il discorso salvezza».
Il centrocampo di oggi è forte come quello in cui giocava lei? «Sì, ma ci mancava un incursore come McTominay, uno che avrebbe giocato senza problemi anche con noi. Scott si inserisce sempre, va a far gol. Anche Anguissa ha imparato a farlo negli anni. Noi “aspettavamo” di più: dovevamo togliere il pallone agli altri e poi mettere in moto i nostri fenomeni in avanti. Lo abbiamo sempre fatto col sorriso visto il talento che c’era».
A proposito di giovani, non sono i benvenuti in Serie A. «Quando giocavo io, era più facile: noi italiani avevamo tante occasioni in più per emergere, il limite ai calciatori stranieri ci aiutava. Non sono contro gli stranieri, ovviamente, ma devono giocare quelli che sono bravi».
Tra i problemi della nazionale c’è anche questo. «È uno dei tanti punti che andrebbero risolti. Io vorrei rivedere anche i blocchi, come quello della Juventus nel Mondiale ‘82 o del Milan nel ‘90. Quelli possono aiutare: oggi chi ce l’ha?».
Conte potrebbe essere il Ct giusto? «Oggi è facile, tutto potremmo avere la ricetta giusta, la verità. Ma non è il Ct l’unico problema. Sicuramente i tifosi del Napoli devono “preoccuparsi”: quello di Antonio è il primo nome sulla lista dei successori di Gattuso. Che, per me, non ha fatto male in questi mesi sulla panchina azzurra».
