Il Mattino – Conte cambia il Napoli, le nuove idee per rincorrere il primato
Le varianti
Il dottor Antonio sa bene che mister Conte ne sa una più del diavolo. Non a casa che è l’oggetto del desiderio persino della Nazionale. Mezza Italia fa il tifo perché diventi ct, un modo per toglierselo dai piedi in campionato. L’inseguimento all’Inter non è semplice. Anzi, sette punti in sette partite sono molti. L’Inter va a Como domenica e il Napoli va a Parma, ma poi anche gli azzurri dovranno andare sul
Lago caro a Manzoni nel week end del primo maggio. Conte può cambiare, ma i cambiamenti non passano mai per la condivisione delle sue scelte. Con il tridente o con i due trequartisti, fa sempre per conto suo. E alla squadra non resta che accettare. Lui prepara tutto in settimana, anche la transazione al 3-4-3 nel finale col Milan. Conte non è mai in bilico tra quello che vorrebbe fare e quello che alla fine fa, perché lui fa sempre quello che vuole fare. Mai un compromesso. Esiste il Napoli che può puntare. Il tema principale è legato alla ricerca dell’ampiezza. Il Napoli con giocatori di grande qualità, come Kevin De Bruyne e di grande talento nell’inserimento come Scott McTominay fa una costante ricerca della profondità, del desiderio dell’imbucata, dell’occupazione del varco centrale uno dei principali motivi della fase offensiva. Ovvio, senza Hojlund, Giovane ha faticato a recitare quella parte. Sia il belga che lo scozzese, però, fanno fatica ad andare a occupare quello che può essere il corridoio esterno, lasciando l’iniziativa a quelli che sono gli esterni di centrocampo. In particolare, contro il Milan per esempio, si è visto uno Spinazzola a agire quasi da ala offensiva giunta, con Oliveira a coprire in tante circostanze le spalle, oppure con l’interconnessione dei due nella ricerca del cross proveniente dalla sinistra. Difficilmente, però, senza un esterno puro si va, per così dire, a fissare l’ampiezza in modo importante. Soprattutto, poi, nella ricerca dell’allargamento della difesa avversaria con la possibilità della creazione della superiorità numerica. Fonte: Il Mattino
