“Queste voci possono anche togliere concentrazione alla squadra“

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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Roberto Bordin, allenatore ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli e Bologna. Di seguito, un estratto dell’intervista.

 

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Partiamo dalla corsa scudetto, crede che sia ormai già assegnato all’Inter o c’è ancora qualcosa che Napoli o Milan possano fare?

“Negli anni abbiamo visto che anche tanti punti di vantaggio a volte non bastano, anche se è sempre difficile recuperare quando sei a sette punti, come in questo caso rispetto al Napoli. Tante volte chi è davanti ha perso campionati pur avendo un grande margine. Devo dire che il Napoli ha fatto una grandissima vittoria e ha dato un segnale importante al campionato.

Secondo lei sarebbe giusto affidare la FIGC a una figura come Giovanni Malagò?

Sicuramente è una persona esperta, con grande capacità gestionale, e potrebbe essere una figura adatta in un momento di crisi come questo. Però da solo non basta: servono dirigenti competenti al suo fianco, persone con esperienza nella gestione sportiva. È fondamentale anche lavorare sulla formazione, soprattutto degli allenatori, creando una linea comune e una struttura organizzata.
Bisogna partire dai giovani, puntare sulla crescita dei calciatori senza ossessione per il risultato immediato, ma costruendo giocatori pronti per il futuro e per la Nazionale. La formazione e la passione sono alla base di tutto.

Si parla molto di Antonio Conte in ottica Nazionale. È il nome giusto da cui ripartire?

“Conte è un grandissimo allenatore, ma in questo momento è concentrato sul campionato e queste voci possono anche togliere concentrazione alla squadra. È normale che il suo nome venga accostato alla Nazionale, perché è preparato e ha già dimostrato il suo valore. Però io lo vedo più come allenatore da club, perché ha bisogno del contatto quotidiano con i giocatori, di lavorare ogni giorno sulla mentalità.

 

Il ruolo di commissario tecnico è diverso. Può far bene, certo, ma il problema della Nazionale non è solo l’allenatore: ci sono tante altre cose da sistemare prima”.

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