A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Renzo Ulivieri, il quale si è concentrato in particolare modo sulla situazione della Nazionale Italiana.
Ecco le sue parole:
“Mancano saltatori nell’uno contro uno in Italia? Una delle caratteristiche che gli allenatori vanno cercando è proprio l’uno contro uno. Le grandi squadre hanno questo tipo di calciatori e hanno bisogno di meno preparazione e meno schemi, adoperando più la fantasia.
Conte in Nazionale? L’ha già fatto e anche molto bene. Conte è un allenatore che con le squadre di club ha fatto benissimo dov’è andato. Potrebbe essere un profilo importante, ma non sta a me dirlo, perché questa è una scelta del nuovo presidente federale. Conte ha fatto pubblicamente bene.
L’identikit? Serve un allenatore della Nazionale che deve scegliere tra il 30% di calciatori che giocano nel nostro campionato e così è difficile. Più la percentuale è bassa, più è difficile.
La critica sul privilegio degli ex allenatori ad arrivare al patentino UEFA A? C’è un punteggio per i calciatori e un punteggio per la carriera dell’allenatore che ha fatto per l’UEFA B per accedere all’UEFA A. Poi ci sono dei posti riservati a chi vince il campionato di Serie D. Abbiamo tanti casi di allenatori che sono stati giocatori modesti diventati allenatori: Zeman è stato un maestro per tutti noi, ma da calciatore ha fatto una carriera normale. Conta aver fatto carriera da calciatore, ma servono anche altre cose. C’è spazio per tutti.
Soddisfazione più grande ottenuta da presidente Assoallenatori? Sono 20 anni che ci sono fraintendimenti. Il mio è un ruolo elettivo: mi hanno eletto gli allenatori, sia quelli associati all’Assoallenatori sia quelli non associati. Devo spiegare una volta e per tutte: la nostra associazione non ha nulla a che vedere con il discorso tecnico. È un sindacato che cerca di fare delle norme che tutelino gli allenatori. Se ci sono controversie, abbiamo i nostri avvocati che difendono i mister in una causa normale. Il nostro è un sindacato. Inoltre, va ricordato che io e i quattro vicepresidenti facciamo un lavoro da volontari, ossia non prendiamo un euro.
Se c’è bisogno di investire su educatori nei settori giovanili? Loro fanno un doppio lavoro, perché hanno stipendi bassi. C’è bisogno di investire su allenatori/educatori e di fare norme che obblighino le società ad avere allenatori diplomati. I bambini hanno diritto ad avere persone che hanno studiato per stare con loro. Tutte le scuole calcio avrebbero bisogno di allenatori formati, che facciano il corso UEFA C per allenare i ragazzi e per stare insieme a loro, con figure specializzate soprattutto nelle prime fasi.
C’è un problema generale: una famiglia con due bambini non può sostenere una spesa per entrambi per l’iscrizione alla scuola calcio. Su questi temi ci sono proposte? Sono problemi conosciuti da tutti. Per quanto riguarda il nuovo presidente federale non sappiamo nulla: servirà qualcuno che si candidi e presenti un programma.”
