“Napoli, successo pesante in ottica futura! Da Giovane buona prestazione!”
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Ecco le sue dichiarazioni.
Come giudica il successo del Napoli con il Milan?
“È stata una partita bloccata e poco spettacolare, ma tutto sommato in linea con le aspettative, considerando l’importanza della posta in palio per Napoli e Milan. Per il Napoli ha pesato sicuramente l’assenza, per certi versi inattesa, di Højlund: una mancanza che ha complicato i piani offensivi, anche per l’assenza di un’alternativa con caratteristiche simili. Questo ha costretto la squadra a schierare Giovane come prima punta, modificando di fatto il modo di attaccare: meno riferimento centrale e più ricerca della profondità. Il Milan, invece, ha interpretato la gara nel modo previsto: squadra compatta, ben organizzata in fase difensiva e pronta a colpire in ripartenza. Va però dato merito a Conte per la lettura della partita. Intorno al 70’, ha cambiato l’inerzia del match puntando sulle fasce e inserendo dalla panchina Alisson Santos e Politano. Una mossa che ha dato ampiezza e imprevedibilità alla manovra, con Politano in particolare capace di trovare il gol vittoria. Un successo pesante per il Napoli, che non solo premia le scelte dell’allenatore, ma consente anche agli azzurri di tornare davanti al Milan”.
Come valuta la prestazione di Giovane?
“Non era affatto semplice sostituire un giocatore come Højlund, un centravanti che è diventato il perno del gioco offensivo del Napoli. Parliamo di un attaccante capace sia di giocare spalle alla porta sia di attaccare la profondità, uno di quelli che riesce a fare reparto praticamente da solo. Il tutto, per di più, in una sfida così delicata contro il Milan. Nel primo tempo, infatti, Giovane ha fatto fatica, anche per caratteristiche: è più una seconda punta, o comunque un giocatore che rende meglio partendo da dietro. I difensori del Milan sono riusciti spesso a limitarlo, anche perché in diverse occasioni è stato servito spalle alla porta, situazione non ideale per lui. Nella ripresa, però, si è vista una crescita evidente. Giovane ha offerto una buona prestazione, mostrando qualità nell’uno contro uno e nella gestione del pallone. Molto interessante l’occasione che si è costruito praticamente da solo, con una conclusione di ottima fattura. Nel complesso, resta una prova positiva per un ragazzo che, dopo pochi mesi in Serie A, si trova già a giocare in una squadra che lotta per obiettivi importanti”.
Dopo la roboante vittoria dell’Inter contro la Roma, la corsa scudetto è ancora aperta?
“Come ribadisco da tempo, lo scudetto è nelle mani dell’Inter: sono i nerazzurri gli unici che possono perdere questo campionato. La squadra di Chivu ha dato una risposta importante, superando con autorità e disinvoltura l’ostacolo Roma. Un segnale forte, anche perché si è rivisto un Lautaro Martínez decisivo, uno di quei giocatori capaci di spostare gli equilibri. Da sottolineare inoltre la reazione dei nazionali, che hanno risposto presente senza accusare contraccolpi dopo la recente eliminazione dal Mondiale. Il Napoli, dal canto suo, deve continuare a fare il proprio percorso senza lasciare nulla di intentato, cercando di mettere pressione all’Inter, proprio come sta facendo: in questa fase della stagione ogni partita può nascondere delle insidie. Nel prossimo turno, il Napoli affronterà il Parma, una squadra relativamente tranquilla ma proprio per questo da non sottovalutare. L’Inter, invece, se la vedrà con il Como, chiamato a riscattare il pareggio di Udine per continuare a inseguire il sogno Champions”.
C’è il rischio concreto che Conte a fine stagione vada ad allenare la nazionale?
“È difficile non prendere in considerazione un profilo del genere: parliamo di uno dei migliori allenatori al mondo, che ha già avuto un’esperienza importante a livello di nazionale e che avrebbe le competenze e il carisma per provare a risollevare l’Italia. Detto questo, si tratta di una scelta estremamente delicata. Accettare la guida della nazionale significherebbe verosimilmente legarsi a un progetto di almeno quattro anni, con l’obiettivo di rifondare e costruire un nuovo ciclo attraverso una programmazione seria e di lungo periodo. Una decisione che comporta anche un sacrificio importante: rinunciare al lavoro quotidiano nei club per un periodo così esteso. Un altro aspetto va considerato anche il contesto: il prossimo anno, dal punto di vista sportivo, coinciderà con il centenario del Napoli, un elemento che potrebbe incidere sulle valutazioni e sulle scelte future”.
