Gazzetta – L’anti-Inter si chiama Napoli. Allegri, addio scudetto
Decisivo un mancino dell’azzurro, entrato dalla panchina. Conte a -7 da Chivu, rossoneri a -9. Poche occasioni in generale e approccio di Max molto difensivo: Leao e Pulisic entrano tardi e deludono
L’Inter resta lontana ma la notte del Maradona ha portato comunque il suo verdetto: Conte ha riscritto le gerarchie dell’alta classifica, con gli azzurri secondi a +2 sul Milan, scivolato all’ultimo gradino del podio. Effetto del successo Napoli grazie al gol di Politano: quanto bastava in una partita povera di emozioni e occasioni. Festeggia dunque Conte, ora a -7 da Chivu, mentre per Allegri è un’altra dolorosa caduta in trasferta. Un ko che segna definitivamente l’abbandono della pista scudetto.
CHE NOIA – Non si sblocca il risultato nel primo tempo e come potrebbe succedere se le squadre faticano ad arrivare in area? Grande densità a centrocampo ma pochissimi sviluppi in verticale e, quando succede, sono gli errori tecnici a scongiurare il tiro in porta. Per il Milan è Nkunku, che parte largo a sinistra, l’artefice delle scelte sbagliate: un tiro completamente fuori misura e troppo tocchi che fanno allargare le braccia di Allegri. Füllkrug resta inconcludente, se l’unica occasione spedita lontanissima dalla porta si considera appunto… un’occasione. Sono loro a comporre l’inedito attacco rossonero: di Leao in panchina si sapeva, Rafa non aveva neppure risposto alla chiamata della nazionale portoghese per gli acciacchi fisici che da settimane lo condizionano. La sorpresa (svelata in realtà già alla vigilia) è stata la panchina anche per Pulisic, tornato stanco dagli impegni con la nazionale Usa ma comunque abile e arruolabile. Succede che di tiri in porta rossoneri nel primo tempo non se ne vedono, se non una chiamata centrale di Fofana. Il solito Rabiot prova a prendere la squadra per mano, così come l’inesauribile Modric: la partita è talmente sotto ritmo che anche a Luka succede di sbagliare un paio di aperture. L’attacco del Napoli, se possibile, è ancora meno pungente. Colpa dell’assenza – ingiustificata – di Lukaku e del forfait dell’ultima ora di Hojlund. E’ così Giovane che dovrebbe colpire ma la difesa avversaria lo limita facilmente: in un’occasione il brasiliano si invola in contropiede ma è fermato prima della battuta da Pavlovic. McTominay prova a salire in cattedra con una rovesciata in chiusura di tempo: fuori misura ma almeno tecnicamente apprezzabile. Di Spinazzola e il solito Giovane a inizio tempo le altre occasioni di molto fuori dai pali.

CAMBI DECISIVI: POLITANO-GOL – Il primo tiro in porta del Napoli arriva in avvio di ripresa: Giovane scalda i guantoni di Maignan. Allegri cambia qualcosa nella speranza (vana) che ad alzare il ritmo siano Gimenez e Athekame, al posto di Füllkrug e Saelemaekers: Pulisic e Rafa restano (per ora) a scaldarsi a bordo campo. La prima scelta di Conte è invece Alisson per Giovane: con una prima accelerata porta via De Winter. A metà secondo tempo si arriva, di nuovo, senza particolari emozioni. Le speranze di una scintilla che accenda finalmente la partita sono riposte nei cambi: Pulisic e Politano per Nkunku e Spinazzola. La strategia è vincente nel Napoli: Alisson porta velocità e imprevedibilità, Politano il gol che sblocca l’equilibrio. De Winter, Athekame e Fofana hanno, con parti diverse, le loro responsabilità. Max allora prova il tutto per tutto con Loftus-Cheek e Leao. Rafa scatta un paio di volte, segno che la condizione c’è ma non è abbastanza. Troppo poco per il Milan. Al Napoli è stato sufficiente Politano: un gol da tre punti e salto doppio in classifica. Fonte: Gazzetta
