Ottavio Bianchi, ex tecnico azzurro e protagonista di una delle pagine più gloriose della storia del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino soffermandosi sulla sfida di questa sera contro il Milan.
Di seguito, le sue dichiarazioni:
Bianchi, di cose su quel Napoli-Milan se ne sono dette… compresa che c’era la mano della camorra.«Quante sciocchezze ho sentito. Una più grossa dell’altra. A volte mi viene in mente un proverbio napoletano ovvero che in tanti “tenen ‘a capa sul pe’ spartere ‘e rrecchie”. La verità è che arrivammo a quella gara con molti dei calciatori non al meglio. L’unica cosa che ha fatto la differenza tra noi e loro».
Può farla anche domani?«In questa fase della stagione basta poco per cambiare gli equilibri, magari anche un micro-infortunio che porta a una condizione del 60-70 per cento di un proprio calciatore. E poi bisogna anche vedere chi si fa male: perché ci sono alcuni giocatori che sono più giocatori di altri… e se si ferma uno di questi ovina ogni cosa. In questo Conte è stato bravo a fronteggiare le varie disavventura che gli sono capitate in questa stagione».
È una giornata importante per il campionato?«Lo è. Stasera l’Inter deve far capire in che stato è e non mi pare stia particolarmente bene anche sotto l’aspetto mentale e domani Napoli e Milan dovranno dire chi delle due può acciuffare i nerazzurri».
Come si prepara un match del genere?«Ai miei tempi, Bruno Pesaola che a ogni allenamento doveva inventarsi cose nuove per non far annoiare le stelle, diceva che quelle con il Milan erano le poche vigilie che non serviva prepararsi nulla. Neppure i discorsi. A inizio della settimana vedevi gente come Sivori o Altafini venire al campo e correre come dei dannati per prepararsi al meglio a recitare la loro parte. E ancora adesso è così».
